CAPITOLO QUARTO, §. III.
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quegli stranieri davano ansiosi, per non aver più bi-sogno e di noi e delle nostre cose , si sarebberoavveduti di qual grave tributo essi ci andavano in-sensibilmente aggravando, ed or non gemeremmo sottoun peso divenuto insopportabile. Ma, grazie ai lumiche circondano il Trono, infine si è infranto il talis-mano fatale, e l’orrore dell’abisso imminente ha tuttein se raccolte le forze del terror disperato. Benchétremando , noi abbiamo arrestato il passo , e siamoa metà salvati, mercè un generoso coraggio.
Lo spirito d’industria, che pareva ospite stranieroalla nostra terra, già sente di esser cittadino, e cit-tadino possente di tutte le ricchezze che lo circondano;esso infine conosce che non ha bisogno se non dellasua sola attività e dello sviluppo della sua perizia, e ,sostenuto opportunamente da provvide leggi, promettecon fiducia di bastare a se stesso. Il Commercio, natonello stesso paese e caduto in letargo mortale, giàsi agita , si scuote , e gli stende amichevolmente lamano, come per dargli appoggio e segno d’indissolubilealleanza.
Che rimane adunque a farsi perchè si apra in-nanzi a noi una scena di futura consolazione? Null’altroche consolidare ed estendere le istituzioni che si leganoda vicino all’ Industria ed al Commercio ; sostenereed incoraggire gli uomini attivi ed industriosi j aprirele sorgenti di tutte le risorte, e distruggere quellaforza parasita che le aveva sviate per canali inutilied infecondi, e che tendeva ad inaridirle del tutto.
Per riuscirvi felicemente, uopo è ricordarsi di ciò
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