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LIBRO SECONDO.
Il nostro debito perpetuo nel 1808 poteva valu-tarsi come sìegue :
i.° Capitali assegnati sulle tasse indi-rette: Àrrendamenti.due. 52,180,000
2. 0 Capitali assegnati sulle contribu-zioni dirette: Fiscali, Adoe, Carte di Banco. 28,600,0005.° Capitali assegnati sulla decimae la doppia decima a profitto de luoghi pii:
Oro e argento delle Chiese, fondi ven-
duti a profitto della Corte, denaro impron-tato, e censi redimibili. 4,55g,735
4. 0 Capitale dovuto alla Città. 200,000
5. ° Capitali dovuti da’ Monasteri sop-pressi. 0,575,520
6. ° Ricompre di Officii ereditarii di
Dogane e di dritti feudali. .. 5,000,000
7. 0 Residuo di un prestito forzato . 261,000
8.° Montante di cedole d’ interessi . 5,35o,5o4
Adunque il totale del Capitale lordo
del debito è di.due. gg,5o4,53g
In seguito delle incorporazioni, dellequali abbiam di sopra parlato, debbonofarsi le seguenti deduzioni.
Per gli Àrrendamenti , . 26,000,000
Per i Fiscali. 4,000,000
Per le Carte di Banco. . 2,000,000
Per le Decime. 4,35g,ooo
T otale
. . due. 36,33g,ooo gg,5o4,55g