CAPITOLO QUARTO, §. Ili, 41 I
remoti, son là per attestare, non solo la sublimitàdi animo di chi le comandò, ma ben’ anche P ampiezzadelle nostre risorte.
Malgrado ciò, non bisogna dissimularci che dallevarie vicende de’ tempi a poco a poco si è sullerendite pubbliche accumulato un debito , che perun paese così piccolo come è questo, non lascia di.esser considerevole. Non potendo ragionarne che inconformità de’ documenti che mi è stato possibile diprocurarmi fin qui, rimetterò ad altra occasione leparticolarità storiche , e mi limiterò soltanto a farneconoscere il risultamento-
Perchè la nostra esposizione sia fatta col solito me-todo ricorderemo che durante P occupazione militarequasi tutte le antiche istituzioni furono abolite, e suquelle rovine fu elevato un nuovo ordine di cose. GliArrendamenti, i Banchi, molti Monasteri di Religiosie Religiose vennero soppressi, e tutto P attivo ed ilpassivo fu riportato a carico dello Stato. Per assicu-rare i creditori fu stabilito un Gran Libro ed unaCassa d’ Ammortizzazione, e per facilitare la circo-lazione fu fondata una Cassa pubblica col nome diBanco delle due - Sicilie. Queste nuove istituzioni ,a dire il vero, crearono un credito pubblico , chedopo la felice Restaurazione essendosi esteso e con-solidato , ci offre un mezzo facile di sgravarci daldebito , e ci apre la strada a dar P esistenza a tuttiquei rami d’industria di cui abbiamo bisogno , eda rinvigorire quelli che ormai godono di qualcheattività.