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Volume primo.
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451
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CAPITOLO QUARTO, §. V. 401

all’ ordine della natura Economica. Turbar quest’ or-dine importa turbare i veri interessi della società.Volerlo assoggettire a leggi divine , significa sostituiread un sistema terrestre un sistema celeste. « Lasciate,diceva Montesquieu , di regolare gli affari cbe sontutti della terra colle leggi che son tutte del Cielo. »Parmi sentir parlare la ragione in persona.

Il numerario adunque rassomiglia all’ acqua : postoin movimento, non si ferma che quando lo imponela legge d’ equilibriò. Lasciato a se medesimo, corread offrirsi ove sente le voci delle domande , ed inquel mercato le contrattazioni non ubbidiscono enon possono ubbidire ad altra legge , che a quelladella proporzione tra P offerta e la domanda.

Ora , per ritornare all’ istituzione Innocenziana ,io considero il Commercio del numerario, non giànelle contrattazioni particolari , chè ciò mi trarrebbetroppo lungi dal mio cammino, ma nelle pubbliche,cioè in quelle del Governo o dello Stato. Bisogniche non possono esser soddisfatti colle Renditepubbliche ordinarie, nè con un grave incrementod’imposizione, obbligano a contrarre un debito coicapitalisti. In simile caso uopo è portar F attenzionesulla natura del bisogno, ovvero, ciò che vale lostesso , sull’uso de’ capitali improntati.

Se questi capitali serviranno per sostener la guerrain paese straniero ; se. serviranno ad estinguere conun altro Stato un debito antico ec., allora nel sistemadi Finanze si fa un vuoto, che assorbisce una partedi Rendita'•pubblica destinata a pagarne gl’interessi,