LIBRO SECONDO.
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o gl’ interessi insieme ed una frazione dei Capitale.A questa specie di debito si è ragionevolmente datoil carattere d’ improduttivo.
Che se questi capitali ottenuti da un prestito sifanno valere per animare 1’ industria interna , perdare maggiore estensione al Commercio, in sommaper riprodurre*, allora da una parte si riempie il vuoto,e dall’ altra si prepara con un’ accumulazione succes-siva P esistenza di nuovi capitali.
In qual modo quest’ operazione possa esser pra-ticata con riuscita , è inutile di ripeterlo qui se inaltri luoghi è stato bastantemente esposto. Si sa cheil 1Monte de’ moUipli non solo la facilita, ma la rendefeconda di utilissimi risultamenti.
Quello che rimane a vedere riguarda i rapporti chesi stabiliscono tra lo Stato creditore e gli Stati debitori.
Io divido gli Stati debitori in due classi ; inquelli cioè che impiegano le somme improntate pro-duttivamente , ed in quelle che le impiegano improdut-tivamente. I primi col prodotto della di loro Industria,sostenuta ed estesa co’ capitali altrui, pagano i di lorodebiti, e sì creano delle risorte , mercè le quali simettono sulla via della prosperità, e nel grado di unaindipendenza Economica. I secondi aumentano i pesipubblici sempre di più, scemano le di loro risorte esi trovano obbligati a contrarre nuovi debiti, ad in-grandire il di loro vuoto , a peggiorare di condizione.
Dall’altro canto lo Stato creditore profitta di tuttociò che gli viene dagli Stati debitori, e si va pro-gressivamente rimborsando de’ capitali improntati ,