CAPITOLO QUARTO, §. V. 407
Non bisogna illudersi: le cose umane hanno uncorso , ed un corso soggetto a leggi che possono pa-ralizzarsi , turbarsi ; ma che infine trionfano di tuttigli ostacoli. Nello stato attuale di esse o bisogna imitarl’Inghilterra, ed emularla s’egli è possibile, o bisognacadere sotto il di lei dominio, e rendersele tributario,non solo de’prodotti del proprio suolo, ina anche diquelli della propria Industria : e combattuto in ciòdall’altrui concorrenza, non solo trarne scarso profitto,ma condannarsi ad essere lungamente stazionario.
Ecco la massima eterna che deve istruire e spa-ventare tutt’ i popoli : Fra la miseria e la prospe-rità non vi è via di mezzo. Possano queste mieparole ripercuotersi ne’ petti degl’ Italiani , come ilfragore del tuono si ripercuote cupamente nell’ im-mensità degli abbissil
Non posso dar fine a.queste considerazioni, senzaoffrire un tributo di ammirazione alla Patria di cuimi onoro. Tutte le istituzioni sulle quali poggia fa-stosamente il moderno sistema finanziere, tutte sononate sotto il bel ciclo d’Italia: Commercio, Cambio,Banca , Credilo Pubblico, Ammortizzazione... .Ecome son desse poi, a guisa di figlie ingrate, fuggitelungi da noi ? Il Genio Italiano sarà esso fatto per darnascimento alle più meravigliose invenzioni, e farselequindi rapire da mano straniera, e rimanersene stu-pefatto, insensibile, indolente spettatore? Gl’Italianisapranno essi professar ogni arte fuor che quella didivenir ricchi e felici ?
E qui si noti , che 1’ ordine politico e morale
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