LIBRO SECONDO.
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accompagnano necessariamente l’ordine Amministra-tivo, le di cui basi principali, non ci stancheremodi ripeterlo , sono lo Stabilimento di JPatterson e,Goclfrey , purgato dal vizio radicale delle anticipazioniobbligatorie verso il Governo , e lo Stabilimentod’ Innocenzo j garantito da una probità senza limiti.
Un Ministro dotato di tutt’ i requisiti per intro-durre e mantenere quest’ordine, è un tesoro inesti-mabile. Luigi XI" diceva : cc Io ho torto di averlicenziato il Sig. de Machnuìt; sarò costretto a pen-tirmene per tutto il tempo della mia vita. » Ah! si,egli ebbe gran torto, tanto più che per debolezza nonebbe il coraggio di chiamare al Ministero delle Fi-nanze il solo uomo clxe poteva riordinarle.
Alcuni peccano per debolezza, come Turgot ; altriperchè spogli di vizi e di virtù , come de Bouillone Bouthillier. L’Amministratore non dev’ essere nèimbecille , nè apata-, ad una mente chiara e ad uncuor dritto deve aggiungere un carattere di fermezzaindomabile.
I Re, per non essere illusi sul carattere degliamministratori che prescelgono, e da’ quali dipendela prosperità dei popoli e lo splendor della Corona ,debbono aprir gli orecchi ai reclami di coloro chegemono. A questo modo Luigi XIII conobbe e punìgii orrori di Concini *, così per mezzo del Cardinal diJZichelieu , uomo capace di fare il bene e che conbuona fede lo desiderava, il Duca della lieuville fuscacciato dagli affari.
Quando si ha l’efficace volontà di fare il bene,