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Volume secondo.
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186
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186 LIBRO SECONDO.

stabilità della quale poteva esser suscettibile uno

stabilimento di simile natura.

E da prima, abbiamo creduto indispensabile chei suoi fondi fossero inviolabili, intangibili. Tali nonsarebbero giammai creduti, senza che il Governo si-mettesse nella felice impossibilità di convertirli adaltro uso di pubblico bisogno. Non pochi sono ormaigli esempii di un simile abuso, e le opinioni ne sonocosi piene, eh’ egli è impossibile d’ispirar la confi-denza, senza una protesta solenne che abbia tutto ilpotere e la maestà di una legge.

Questo è il solo mezzo da far valere quell’ im-possibilità che ci è piaciuto di chiamar felice, perchèpreserva il Governo dal più grande degli errori. Unavolta distrutta la confidenza ed atterrato il Credito ,non è del potere del Governo di poterli ristabilire,perchè questo potere non comanda alle opinioni. Kquesto male è così grave, che chiude la più riccasorgente di risorte, e quando pur si volesse riaprirlalusingando l’altrui interesse, non vi si riesce chefacendo gravissimi sagrifìcii, i quali , in vece dimitigare i mali che si vogliono guarire, non fanno cheinasprirli.

. Il Credito è un cristallo purissimo, che al minimoalito si macchia, e chiunque ne ha conosciuto ilpregio lo ha conservato con gelosia , e come la gemmapiù preziosa. La delicatezza del Credito è così squisita,che i Governi illuminati non hanno risparmiato sa-grificii per metterla al coperto di ogni attacco. LaLode, il raggiro , gli errori de’ capi dell’ amministra-