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Volume secondo.
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CAPITOLO PRIMO.

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si degradasse sino al zero, la riproduzione incontrasta-bilmente ne resterebbe estinta, se pur non si vogliasostenere che vi sarebbero de’pazzi i quali vorreb-bero travagliare per nulla.

Nè vale 1’ addurre la fecondità del suolo , e ibeneficii della natura ; questi non daranno che unincremento raro e passeggierò , ed una utilità chepresto svanisce. <x Più vi è abbondanza di vino, scrisseSenofonte (1) , e di frumento , più queste derratesaranno a vii prezzo ; e allora, annoiata di una col-tura infruttuosa, la maggior parte l’abbandoneranno,per abbracciare il Commercio, per tener degli alberghi,per improntare ad interesse. » Or, noi domanderemo,quali dovranno essere le conseguenze dell’Agricolturaabbandonata ?

È più agevole il vedere come i procedimenti fa-cili e meno dispendiosi , diminuendo la somma deiservigi produttivi, estendono immensamente il consu-mo , e promovono quindi la riproduzione , sia per ibisogni sempre rinascenti , sia per i nuovi capitaliche la facilità de’ risparmii fa accumulare ed impie-garvi. Al contrario, dove i servigi produttivi sono gra-vosi il consumo è sempre limitato: un consumo limitato,ed una riproduzione attiva son due cose incontrastabili.Aggiungasi che in quest’ultimo caso non si può entrarein concorrenza coi produttori , che godono di queibeneficii; e questo inconveniente grave nel Commercia

(i) Delia migiiorazione delle Finanze, Gap. IV.