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Volume secondo.
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LIBRO TERZO.

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del vino, della seta ec. (1), si sono illanguiditi, equel che sembra più incredibile, i cereali non potendosostenere la concorrenza di quelli offerti dagli stranieri,son caduti in avvilimento, e questo danno fa sup-porre in parte abbandonata l’Agricoltura se i Sicilianihan dovuto provvedersi di quelli venuti da monti eda mari lontani.

Chi conosce la rendita attuale de’ Baroni , chivede come i più ricchi Proprietarii gemono sotto ilpeso distruggitore delle soggiogazioni , e come ancheper questo disordine terre immense sono abbandonatealla sterilità ; chi osserva lo squallore e la miseria cheregna in tutti gli angoli di quello sventurato paese ,se non voglia infingerlo per astuzia o palliarlo permalignità, dirà francamente che il massimo numerode’ Siciliani sono ridotti allo stretto necessario , epiacesse al Cielo che moltissimi ancora non ne man-cassero ! D’onde dunque potere accrescere il pesopubblico con una nuova imposizione ? Non vi sonoche due mezzi , o diminuire il pane giornaliero , oscemare i capitali destinati alla riproduzione. Il primomezzo, oltre di esser crudele , è impossibile, perchèquando P uomo si è ridotto allo stretto necessario ,

(1) Dippiù v’era in Catania una Fabbrica ove .si facevano dellesuperbe stoffe di seta’, un’ altra simile in Palermo, ci un’altra pnrc inMessina ; Ove sono ora ? E perchè son desse cadute e derelitte ? Io le hovedute prospere anche quando li prodotti di queste istesse Manifatturaurano soggetti a’ dazj por la circolazione e poi consumo iuteruo 1