CAPITOLO PRIMO.
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non si può diminuirglielo senza condannarlo alladisperazione, al languore ed alla morte. L’altro mezzoè fecondo di tanti danni che non fa d’ uopo dicalcoli straordinari per avverarli.
Aggiungasi che questi mezzi, strappati tra i sospirie le imprecazioni, sarebbero lenti, e più lento .perconseguenza sarebbe il vantaggio delle facili comu-nicazioni; il danno precedendo l’utilità la renderebbeefimera ed incalcolabile, tanto più che attaccherebbele forze ed i principii della riproduzione.
E infine, portando a compimento questa interes-santissima opera pubblica, quali risorte potrebberosperarsene dopo di avere intaccato la sorgente dellariproduzione ? Parrebbe il giuoco di quel fanciullo ,che desiderando di raccoglier l’acqua di un piccolotorrente , si sforzasse a ritenerne lo scolo con unaleggiera diga di terra; mentrecchè colle mani da unaparte sostenendo questa diga riuscirebbe a vincere ilcorso del torrente, dall’ altra questo si aprirebbe unfacile passaggio a traverso quel debole riparo nelluogo non sostenuto, e correndo a restaurarlo, ve-drebbe un nuovo sgorgo aprirsi nel sito abbandonato ,e questo giuoco replicarsi sino a che, fatto più saggioe riconosciuta l’inutilità del suo travaglio, si avvisasseo di lasciar a quella vena il suo libero cammino t odi ricorrere a più saldo riparo.
« Quando bisogni straordinarii, dice Sabcitier (i),
(i) De la D. pg. 3.
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