CAPITOLO SECONDO.
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« Il Credito pubblico , egli dice, è quello diuna Nazione la quale si considera come formanteun corpo solo evvi questa differenza tra il Creditoparticolare ed il Credito pubblico , che 1’ uno ha periscopo il guadagno , e F altro la spesa. »
Ciò è vero ; ma dopo F Ammortizzazione biso-gnerebbe dire : F uno ha il guadagno per iscopo, eF altro ha per iscopo la maniera più dolce e piùeconomica di soddisfare ad una spesa indispensabile.
« Il Credilo , continua F Abate Rajnal, è unaricchezza per i Negozianti, perchè diviene per essiun mezzo di arricchirsi. Per i Governi è una cagionedi povertà, poiché procura loro la facilità di rovinarsi.Uno Stato che impronta, aliena una porzione dellasua rendita per un capitale che spende -, esso dunqueè più povero di prima dopo questo impronto. »
E chiaro che questa obiezione è applicabile ai solicattivi modi d’ improntare a prestiti perpetui , e senzaAmmortizzazione, In questo solo caso si aliena unaporzione della propria rendita. Coll’ Ammortizzazionenon si aliena nulla. S’impegna per un tempo ciò chesi ritira in seguito in un numero determinato di anni.Noli si cade in rovina, e FJnghilterra non è infattirovinata. La Nazione che impronta di più è la più ricca.
(t Gli amministratori degl’ Imperi, siegue l’AbateRamai , non temerono di caricare le generazionifuture de’ debiti che si eran permessi di contrarre ;questa catena di oppressioni si è prolungata : essadeve legare gli ultimi nostri nipoti. »
La Francia ha pur troppo provato questa verità $