a5o LIBRO TERZO,
stranieri, ed il Sig. Hennet nel suo Saggio ha soste-nuto , che se gli stranieri comprassero le Renditefrancesi, ciò ricondurrebbe in Francia una parte, eforse la totalità del numerario che le di lei contri-buzioni di guerra ne fanno sortire. Esaminiamo dunques’egli è vantaggioso o nocivo per noi che gli stranieriimpieghino il lor danaro ne’nostri prestiti.
Noi lor paghiamo ogni anno gP interessi, egli èvero ; ma essi hanno cominciato dal pagarci i capitali*Questi capitali si spendono, e. gl’ interessi restano ;egli è pur vero, ma questi capitali ci hanno rendutoun gran servizio ; essi sono stati a noi più utili diquello che possano essere a loro i nostri interessi.
Questo Debito ci rende loro tributami. A mesembra al contrario che questo impiego eh’ essifanno presso di noi di una parte della loro fortuna,li metta in certo modo sotto la nostra dipendenza.
Un debitore non s’interessa per nulla che il suocreditore faccia buoni o cattivi affari ; ma un creditoredesidera che il suo debitore sia sempre in stato dipagarlo} egli fa de’ voti per la sua prosperità. Coloroche hanno impiegato de’fondi presso una Nazionenon possono voler la rovina di questa Nazione ; ovesono i tesori, dice il proverbio, là sono anche i cuori-Se un gran numero d’Inglesi avessero i di lorofondi impiegati in Francia, il Governo d’Inghilterranon troverebbe più i suoi abitanti così disposti a farla guerra ai Francesi.
Il Sig. Hume teme che il popolo che riceveil prestito non si trasporti presso il popolo che lo dà*