CAPITOLO TERZO. 2<)1
formarsi a chi Poffre,o al contrario? Chi fa la dimandaè pressato da un bisogno più o meno potente ; ehioffre di soddisfarlo, non ne ha che il solo interesse.Adunque il bisognoso deve accarezzar questo interesse,deve lusingarlo, deve anche piegarlo in suo favore ;e ciò non si ottiene che facendo de’ sagrifìcii. Cosìhan fatto, e così fanno tutt 7 i particolari e tutt 7 iGoverni, e chi facesse altrimenti, agirebbe in contras-senso de 7 suoi vantaggi. Chi possiede de 7 capitali hamille maniere d’impiegarli o da trarne profitto ? , ecolui che ama di aver la preferenza , deve saperlameritare. Il Capitalista è sempre sicuro dell’ impiegode 7 suoi capitali ; il bisognoso non è sempre sicuro diaver facilmente Apprestiti ; e se facilmente può averli,non è per certo a condizioni sempre vantaggiose.Le difficoltà sono nella natura stessa della cosa : chisa meglio dileguarle, sa Parte di fare i prestiti. Coluiche cerca a contrarre debiti, e mostra uno spiritod 7 indocilità e di minutezza, per quanto questo possaessere raccomandato dall’ amore del proprio interesse,non lascia di svegliare nella mente del Capitalistauna prevenzione sfavorevole. Un Governo soprattuttodev’ essere circospetto e poco minuzioso, se non vuolefar sorgere un’ opinione potentemente opposta a 7 suoiinteressi. Ciò è tanto più necessario nel caso nostro,in quanto che non trattasi di sovvenire ai bisogni diuna guerra distruttiva, di una calamità che minaccila rovina dello Stato *, ma di rianimare nel sistemaEconomico della Sicilia quel principio vitale eh 7 èpaduto in una specie di languore e d 7 inattività, e