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Volume secondo.
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CAPITOLO QUINTO. 321

nemico di tua grandezza, il fato, nulla ti manca perritornare alla opulenza. Divisa al Nord dalle su-blimi muraglie delle Alpi, attraversata dall’ unoall’altro estremo dalla catena degli Appennini, immensi,inesauribili serbatoi fanno correre per mille canali lavena che porta da per ogni dove la vita e la fecondità.11 tuo suolo previene le speranze dell’ agricoltorecolla ricchezza di spontanee produzioni, e ricompensai suoi travagli con generose raccolte. Il cielo clementepiove su di te la rugiada che inaffia i tuoi campi,ed i tuoi campi fecondi ti producono dappertutto l’ab-bondanza. Circondata da mari, gli abitanti delle piùremote contrade possono venirti ad offrire i prodottidella loro Industria, ed a farne cambio co’ tuoi.

Che ti manca dunque, o Italia, per divenireveramente beata? Nulla, menochè volgere all’Industriale forze ed i talenti di cui sei cosi ricca.

L’Italia , secondo Guicciardini , prima dell’inva-sione di Carlo Vili , era egualmente coltivata ne’paesipiù montagnosi e più sterili, come ne’ più piani epiù fertili.

Le città dell’Italia sembrano essere state le primein Europa che si elevarono per il Commercio a qualchegrado considerevole di ricchezza. L’Italia è situata alcentro di ciò ch’era allora la parte ricca ed incivilita delmondo ; d’ altronde le Crociate che hanno necessaria-mente ritardato i progressi della maggior parte de’paesidi Europa per l’immensa dissipazioue de’capitali, e perla spopolazione che producevano , erano estremamentefavorevoli all’ Industria di alcune città d’Italia. Queste

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