CAPITOLO SESTO, ED ULTIMO. 02 f)
Sia pur possibile di rianimare la coltura delle ter-re lavorate, e dissodar gran parte di quelle clicsono deserte; si giunga pure ad ottenere le migliorie più abbondanti raccolte ; si colmino i granai ed imagazzini di ogni specie di produzione*, come e dovese ne potrà ottenere uno smercio vantaggioso ? Per
lugubre per ciò die mi toccò a vedere dagli effetti dell’ aria micidiale neimesi estivi fuori la Porta di S. Lorenzo, ove nel 1811 feci coltivare aCotone ed a Sòda da Agricoltori regnicoli mandativi espressamente permio conto e poscia in società colli Signori Pietro Juilien, e A. Boudet,la Penula, denominata di Casaì-B ruggì alo a ponte Mammolo. Il Cotone fuda me venduto a Lione ed a Parigi a preferenza delle più belle qualitàdella Louisiana , che sono generalmente le più stimate e le più addattatead ogni sorte di lavori fini , e la Soda si mandò alle Saponiere di Mar-siglia , ove era ricercatissima. Chi mai avrebbe immaginato a 5 anni fa chele terre di Roma fossero suscettibili di dare altri prodotti oltre erba na-turale e meschine biade raccolte da mietori nomadi ? A Prette/.ri , e nellepaludi Pontine si è pure coltivato in quell’epoca del Coione e dell’Indaco;perciò quelle terre, tolta l’aria cattiva, non sono così ingrate come leprevenzioni ce l’hanno fatto credere. E perché adunque quasi tutto V AgroRomano restar dovrà sempre in abbandono? E perchè la parte più famosa,la più illustre dell’Italia, la Sede infine della Religione Cattolica ApostolicaRomana essere deve eternamente il retaggio dello squallore e della miseria?mentrecchè un semplice metodo di Economia fondato sui principi! stessi diCredilo da me applicati alla Sicilia farebbero scomparire insensibilmente tuttiquelli ostacoli che da secoli apparvero insuperabili. Giova che io rammentidi nuovo che l’anno scorso il Baseià d’Egitto Ita fatto coltivare a Cotone cda Zucchero quelle immense sue terre che avevan prodotto per lo addietrosoltanto Fave e Grani. Questi nuovi prodotti, tratti da tale origine, son com-parsi come altrettante meraviglie in quest’anno (1824) su i Mercati di Londrae di Marsiglia , e furono tosto venduti in concorrenza con altri simili, convantaggio per lo speculatore accorto; dippiù egli lia fatto piantare 12,000,000piedi di Gelsi per introdurvi la coltura de’ Bachi da Seta. Or ora lo stessoBaseià lia spedito a Livorno un carico di Tele di Canape Egiziane clic vi hafiuto vendere per suo proprio conto. Ecco esempii imponenti che devono risve-gliare tutta l’attenzione de’Governi illuminati, e soprattutto quelli d’Italia.
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