LIBRO TERZO.
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Tevere. Partenope e Roma già si contrastali lapalma di un’ era novella, ed ambedue danno sublimilezioni sull’arte di creare la pubblica felicità. Tutto *è dato al genio ed alla virtù : e se mai questi duepreziosi doni del cielo sparissero dal mondo, essodiverrebbe un caos , la sede delle tenebre, e dellamiseria.
CAPITOLO VI, ED ULTIMO.
Epitome deir Opera, o Quadro generale del Progetto,
e Cono Illusione..
Il miglior mezzo di disporre un popolo a ricevereun buon piano di Economia è la franca esposizionedi questo stesso piano. — Steuart , Lib. I, Cap. VI.
Quando ci volgemmo a considerare lo stato at-tuale della Sicilia, profonda maraviglia ci sorpresenel vedere alHitti da quasi estrema miseria gli abitantidi un suolo così ferace di tante e sì variate produ-zioni. Ecco, noi dicemmo tra noi medesimi, comegli errori degli uomini rendono affatto inutili tuttii beneficii della natura. Ed allora incominciammoa meditare qual riparo si potesse opporre a tantarovina. Noi facemmo i seguenti ragionamenti (i).
(1) Non molto dissimili sarebbero le mie riflessioni se qui trattardovessi della sorte dell’agro Romano, meno che dovrei far uu quadro