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Volume secondo.
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CAPITOLO SESTO, ED ULTIMO. 33l

grande è il numero di coloro che traggono profittoe dal proprio travaglio e dal travaglio altrui, tantopiù P Industria riceve estensione e vigore ; quindiin una estensione di paese conviene avvicinare gliabitami che sono a vicenda i più lontani. Questoeffetto non si ottiene allettandoli in un sol sito, chespesso non è il migliore di tutti ; ma tra di loroaprendo cammini facili, e che ne procurino l’accessosenza grave dispendio e senza,pena. E si rifletta, cheper la floridezza dell’ Industria vale meglio che gliabitanti sieno gradatamente dispersi ne’ diversi puntidello Stato, e vi animino quella coltura eh’ essi offronocome la più vantaggiosa, che di ragunarsi spropor-zionatamente in alcuni angoli, rimanendo il resto nellaselvatichezza e nell’abbandono (i).

Due grandi pensieri del celebre jHumboldt, rela-tivamente ad alcuni abitanti dell’ America , sonoapplicabili a coloro che abitano le contrade più internee meno fortunate della Sicilia. Per farne sentire tuttaP importanza riporterò le stesse parole di questo viag-giatore immortale. « Dal livello dell’ Oceano, egli dice,sino alle regioni che confinano colla linea de’ ghiacciperpetui, la nostra specie si va spandendo sul pendiodelle montagne. Quella parte del Perù che gl’Incasnella divisione politica del di loro impero chiamarono

( 1 ) Le grandi e popolose città non possono goder del comodo edeli’abbondanza , che quando le campagne vicine sono tutte ben coltivate,e qttabd» pi» riwotc , coltivate anch’esse , vi sia una facile comunicazione.