CAPITOLO SESTO, ED ULTIMO. 341
egli non diviene più povero perciò : al contrario siarricchisce sempreppiù e si vede alla fine nello statodi restituire il capitale senza diminuire la sua in-trapresa.
Egli è chiaro adunque che gl’impronti da Nazionea Nazione sono del pari vantaggiosi a quella che facome a quella che riceve il prestito : ben inteso in-tanto che l’ultima destini i fondi improntati ad unimpiego produttivo (1).
Domandate ad ogni uomo ricco che non saràpiù imprudente di un altro, a chi farà più facilmenteun prestito de’ suoi fondi, se a coloro eh’ egli giudi-ca aver l’intenzione di farne un impiego utile, oa quei che sono nel caso di spenderli a pura perdita ;e sicuramente egli troverà la vostra domanda moltostrana. Quest’ idea tutta semplice e naturale dovevafarmi capire qual carattere debba avere colui chedomanda d e 1 prestiti 7 e quali disposizioni debba averea far uso de’ capitali che domanda (2).
( 1 ) Questa semplice considerazione deve calmar 1’animo di coloro chegridano e schiamazzano al solo nome di Debito Pubblico.
Non vale il «lire , che il Sistema del Credito è un incentivo di unabuso rovinoso. Ed io potrei dire : il Sistema delle imposizioni è ancoresso un incentivo più pesante c più rovinoso.
Se non vi è una forza che possa impedire a’Governi l’abuso delCredilo, qual forza impedirà loro l’abuso delle contribuzioni?
Quando il bisogno esiste è necessità di soddisfarlo. Ed ove il bisognonon esiste e si vuol temere l’abuso, conviene preservarsi dall’abuso piùdisastroso.
(a) Più un Governo si grava di Debiti, più indebolisce il suo Credito,