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Volume secondo.
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LIBRO TERZO.

Bisognerebbe esser soccorso senza dubbio daliaconfidenza pubblica \ ma questa confidenza sarebbesostenuta dalle operazioni stesse eh’essa medesimaavrebbe fin da principio secondate. Si dovrebbe anchefarsi una legge di non annunziare giammai che rim-borsi proporzionati ai capitali, di cui si potrebbeveramente disporre ; perchè tutto ciò eh’ è finzioneo furfanteria, è ben tosto scoperto : non vi è abilitàin Amministrazione separata dalla verità e dalla fran-chezza ; per questa ragione là comincia l’artifiziodove finisce l’intelligenza.

Si può anche talora far servire al ribasso dell’in-teresse la forma ingegnosa di un prestito , e il gustoparticolare del pubblico per le creazioni di renditecui qualche azzardo di fortuna è attaccato. Io suppongoinfatti che si possa improntare a questo modo alquattro , o al quattro e mezzo per °/ 0 ; subitochèla maggior parte de’ Fondi pubblici renderebberocinque , si avrebbe un mezzo per estinguere vantag-giosamente una porzione di quest’ ultimo debito : ma sicomprende facilmente che l’estensione di simili opera-zioni è necessariamente circoscritta.

E<qui si rifletta, che non è il rimborso de’capi-tali improntati, che ispira la confidenza ai capitalisti,o che assicura il Credito pubblico in una Nazionecome la Gran Brettagna*, ma bensì l’accrescimentode’ mezzi di pagarne gl’ interessi , e 1’ esattezza neitermini del pagamento (ì).

(0 Crauford. Introductiou.