CAPITOLO SESTO, ED ULTIMO 35 ?
11 piano è di facile esecuzione : esso è tratto damolte ricerche da me fatte in Economia politica,come si potrà rilevare dagli Autori che ho citati, edall’ essermi nutrito delle massime de’Grandi Uominiin questo genere : non ho perduto di vista gli effettiche in altri luoghi ed in tempi diversi il pubblicoha ricavati dall’adozione di queste massime; ho soprat-tutto notato quelli che le diverse Nazioni hanno trattidallo Stabilimento delle Banche ; mi sono istruitodegli Statuti di ciascuna di esse, ne ho esaminato ilmeccanismo, ne ho bilanciato i vantaggi e gl’ in-convenienti ,. e ne ho raccolto i materiali più propriialla costruzione del mio piano. Quindi non ho cessatodi meditarlo ., e di farvi i cangiamenti che io scoprivanecessarii, a misura che acquistava nuovi lumi permezzo dello studio, della riflessione e dell’ analisi.
Io credo d’ altronde di aver risposto a tutte leobbiezioni \ credo di non aver lasciato dubbii suquello che ho detto rapporto al debito, sia riguardoalla necessità di contrarlo, sia riguardo al modod’impiegarlo. Non ho nulla trascurato per istabilirel’esattezza de’miei calcoli; ho fatto tutt’ i mieisforzi per rischiarire, come il bene pubblico mi èsembrato esigerlo, le quistioni eh’ eran piene di oscu-rità ; l’importanza di alcuni articoli mi ha spinto allanecessità di combattere talora le opinioni di alcunicelebri Economisti, e Y ho fatto con quella fiduciache poteva ispirarmi la più intima convinzione , econ quel rispetto ch’era ad essi dovuto. In sommanon ho risparmiato nè cure, nè pena , nè costanza, nè