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Volume secondo.
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APPENDICE SECONDA. 4^5

Stato, 'ammesso una sola volta per settimana , e clic daqueste operazioni erane risultata una rapida progres-sione di cose. Fece conoscere che la Cassa di Cambiodi Milano aveva dato pochi risultati in confronto dimolte spese, e sia per risparmiar queste, sia per nonesporsi alle difficoltà di spedirvi il danaro necessario,il J3anco aveva deciso di abolirla ( 1 ). Fatto un elogiolusinghiero al zelo degl’ impiegati, e presentato ilsolito calcolo sullo Sconto e sulle altre operazioni,

(1) La Cassa di Milano non poteva prosperare con un’Am-ministrazione eli’ era un mistero per il paese, e la di cuidipendenza non la raccomandava all’ opinione pubblica. Lamancanza del Credito , e la poca fiducia perciò accordata allesue Carte dovevano renderne le operazioni languide e limitate.Se l’Amministrazione ne fosse stata confidata ad Italiani cono-sciuti per la di loro probità ed intelligenza, e se avesse offertole garantie stesse della Cassa Madre di Vienna , la prosperitàdelle sue operazioni sarebbe stata immancabile. ,

Era poi necessario, come dice il Relatore , di spedirvidanaro dall’Austria? Il numerario non va forse continuamentedal Milanese in Vienna ? E quando ciò non fosse, non vipasserebbe esso più agevolmente d’ or innanzi colla facilitàche offre alla circolazione tra i due Regni il nuovo Sistemadecimale ? E in fine quando la necessità di un rimpiazzoavesse avuto luogo , non si potevano far versare nella CassaMilanese i danari Milanesi a chi di dritto in Vienna dallaCassa Madre ?

Del rimanente io penso che in Milano, come in ogni altropaese d’Italia, si possa utilmente stabilire un j Banco, e collasicurezza della riuscita, a condizione che vi si facciano allignarei principii del Credito.