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[Volume primo e volume secondo.]
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n ornamento non d’una famiglia,si ma dell’ intera città. Qui direstiii mirare le narrate ville, e gli orti11 di Lucullo, e di Sallustio, e di ta-li li altri consolari romani. Eraii suo proponimento offerire aglii) occhi nostri, quanto possibil fos-li se, lo spettacolo grazioso e ma-li gnifico di quegli antichi Sii-si burbani. Come quello, che sot-51 tilmente discerneva, e quasi in-5i dovinava a qual line e a qualil uso ciascun lavoro fosse stato ad-ii detto ab antico, li collocava inii guisa, che non fossero tratti asi diverso intendimento ; quindiil quella venustà per la quale ogni5i altra villa è lungamente supera-li ta da questa. Ameno, e spaziosoli è il luogo compartito in sentierisi ombrosi, ed aprici, i quali sonoli interrotti da belle aiuole, e inli mezzo a quelle ora un obelisco,5i ora una fonte. Ivi gli ornamentisi sono statue di marmo e di bron-i> zo , egiziane , greche , romaneli o raffiguranti persone e cose ro-si mane. Sono busti colossali d’im-55 peratori, e ritratti di atleti, filo-si sofi, poeti, e donne rinomate, esi quanti, starei per dire, hannoil campatoli nome dalle faville deli> rogo ; sono bassi rilievi ; e non sisi può tacere di quell’ Antinoo, colsi quale altra opera di scalpello nonsi si attenti di venire a compara-si zione; sono mosaici e cotti aliti-si chissimi ; ed è pure da nomi-si nare l’altro basso rilievo, che rap-ii presenta il riposo d’ Ercole. Lei> tazze e le colonne sono alabastro,il basalte, nero antico, porfido, esi somiglianti squisitissimi marmi ;ss alle quali cose e luce e rinomati-li za scrivendo accrebbero nomi-si ni eruditissimi Giovanni Win-5i ckelmann, Stefano Raffei, e Gae-5i tano Marini.” Nè a tante e tantovarie cose manca al certo 1’ ordi-nata distribuzione: guardi, e di-stingui tempi e nazioni : ravvisi va-rietà con unità : vedi bellezza ; ed

una voce ti dice al cuore : cpii han-no stanza le Arti gentili. Fra lequali non manca la pittura ; dacchéquel buon giudizio del Cardinalevi fece da Raffaele Mengs ritrarreApollo e le Muse, e quando era perandare alla villa, tutto lieto diceva,voler visitare il Parnaso. Di chevenne lode al pittore, in fino allo-ra mal conosciuto ; e tanto più cheegli può dirsi il solo adoperato dalCardinale; quando in quella villabeata non vi ha dipinto che non siaantico, o preso dall’ antico ; se netraggi qualche boschereccia e qual-che marina : e per antico ben puòtenersi il Convito degli Dei, cheGiulio Romano inventò e NicolòLapiccola di Crotone esprimevamirabilmente . Quanto all’ archi-tettura, dee confessarsi obbligataal buon gusto del Cardinale : sonoideati da lui, che sulle opere anti-che erasi formato in mente il tipodella bellezza, ed il portico che ag-gira il palagio, ed il semicerchioche lo fronteggia, e tutto che por-gesi con eleganza. Se villa mai co-sa che non tocchi la perfezione,dirai: qui l’architetto segui la suaragione, non quella del Cardina-le. Andò per l’Italia e fuori il no-me della Villa Albani : i nostri egli stranieri con amore la visita-vano: nè si partivano tanto ammi-rati di essa, che più noi fosserodel buon giudizio e della splendi-dezza del Cardinale. I ponteficiClemente XIII e PioVI, l’impe-ratore Giuseppe II e Gustavo redi Svezia, ed altri personaggi dichiaro nome vollero vederla. Co-me le minori stelle vengono ap-presso alle maggiori, ed hanno lorpregio, così dopo quella splendi-dissima sono in grido le ville mi-nori di Porto d’ Anzo e di CastelGandolfo ; ii nelle quali ( al diresi dello Strocchi) si scorge l’amator» vero della eleganza e della erti-li dizione.ii Ma non si può in al-cun modo tacere, che 1’ esempio