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[Volume primo e volume secondo.]
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III. Saggio di Poesie italiane,latine, greche ed ebraiche. Stacompreso nella suddetta edizioneromana del 1782. I componimentisono ottave, sonetti, canzoni, epi-grammi latini, anacreontiche, en-decasillabi ed epigrammi greci, edue esametri ebraici. Svariate sonole materie, di poca entità, nè altromerito s’ hanno da quello in fuorid’essere svolte con facil estro e con■carattere adattato alle varie favel-le. Vi precede una dedicazione inisciolti di vaga invenzione ad Ange-lo Carminati senatore veneziano,in cui stanno dllicatamente pro-dotte le lodi della città di Ve-nezia.

IV. Storia della Compagnia diGesù nella Russia. Ilei). Ab. Ste-fano Rossi ligure , che ci ha re-centemente data una Breve Me-moria della Vita di FrancescoAngiolini, impressa in Roma ,scrisse, che il Manoscritto di que-sta storia latina fa trovato dopola morte dell' Autore , insieme amolte poetiche composizioni, nel-lo scrittoio di lui. Il Generalede'Gesuiti ordinò ad Ignazio Pie-tro Buoni che a quello desse com-pimento per poscia stamparsi, se-nonche accomiatati tutti i Gesuitidall'impero delle Russie, il Buonipotè solo nel settembre del i 83 oprodurre a fine quel lavoro, cheoggidì è fra le mani del viventeGenerale in Roma.

Giuseppe Angiolini, fratello diFrancesco, sappiamo dal Ciampi,( Bibliogr. Critica delle antiche

! corrispondenze dell’ Italia collaRussia, colla Polonia ec.Fir. 1 854in B.vo) che scrisse un Corso dii Filosofa stampato nella citta diPolock -, e Gaetano Angiolini ,altro fratello, e 1’ architetto deltempio cattolico di Witepsko, furestitutore della Compagnia di Ge-sù nel regno di Napoli ed in Si-cilia. Egli scrisse una Guida sicu-ra al Cielo per i Cattolici di Pie-

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troburgo, ivi impressa nell’annoi 8 o 3 in d.voj e poi ristampata inRoma, 1817 in 8.vo.

B. Gamba.

ANTONELLI (Niccolò Ma-dia), nasceva in Pergola agli 8 diluglio del 1698. Gli fu genitoreil conte Francesco. Inviato da que-sti in Roma fu alunno de’ Padridelle Scuole Pie in quel nobilissi-mo loro collegio del Nazareno.Terminati gli studi filosofici, ap-plicossi a quelli del diritto sì sa-cro che profano, e così egualmen-te a quelli più ardui delle lingueorientali. Regnando ClementeXII fu uno de’suoi camerieri se-creti, e quell’ornamento principa-lissimo del Vaticano, Benedettoquartodecimo, il volle segretariodell’ accademia de’ Concilii da luiistituita, e quindi segretario delConcistoro e del Conclave, e final-mente assessore del s. Uffizio: mafu Clemente XIII che l’ornava del-la porpora Romana il dì 24 settem-bre 1759. Questo prelato illustre,che fu gran parte della gloria delSacro Collegio di allora, cessò divivere in Roma, pianto e desidera-to da ogni maniera di persone perla sua vasta dottrina ed insignepietà, nel 1767 ai 25 settembre.Le sue ceneri ebbero riposo nellachiesa di s. Giovanni in Lateranodella quale era stato canonico. IlMazzuchelli ne parlava con lode,lui ancora vivente nella sua operadegli Scrittori d’Italia, ed un ar-ticolo piuttosto diffuso può legger-si nella Biblioteca Picena di Fi-lippo Vecchietti, dalla quale tra-scriviamo per intero il titolo del-le sue opere.

1. De Titulis, quos EvaristusRomanis presbjleris distribuii ,Dissertano. Romae, typis Hiero -nj-mi Mainardì 1720, in 8.vo. Siparla di questo libro con giusta lo-de nel toni. XXXVII del Giornalede’Letterati d'Italia , p. 5 o 4 , e più

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