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[Volume primo e volume secondo.]
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tulono desiderava, che di parerlo :il suo labbro non inviliva giammaigli animi con la scabrezza dèi mo-di, ma affettuosi erano i suoi dettie quali convengonsi a sacerdotezelante : indeviabile nella rettitu-dine dei suoi pensieri^ fortissimonel domar le passioni nemiche delbene, sentì 1’ accordo maraviglio-60 della religione col cuore $ e con-vinto della dignità della umananatura non fece opera ebe ne vio-lasse le leggi. Ricca perciò la men-te per le cognizioni acquistate,caldissimo il cuore per sentimentivirtuosi, potea ben accingersi alministerio della istruzione, perchècon queste qualità d’ animo moltifelici resultamenti sono sperabili,mentre ove manchino, o male, opoco almeno può farsi. E Voghe-ra in fatti, Savona la patria del-F immortale Chiabrera, Albengae Genova infine videro questo pre-cettore paziente, amorosissimo oradedicar le sue cure all’ insegna-mento delle due lingue italiana elatina, e con metodo filosofico edu-care il nascente pensiero ; ora mo-strar le bellezze e la sapienza diquegli scrittori che onorarono A-tene, il Lazio, e F Italia in tempia noi più vicini, formare il gustodei giovanetti e dirigerne la fan-tasia ; ora condurre gli Allievi al-F investigazione dei secreti del fi-sico mondo e tutte annunziare lescoperte che si facevano ; ora det-tar sacre e filosofiche discipline. Etanto era F accorgimento dell’ As-sarotti, che in mezzo alle setteg-giami opinioni teologiche il dot-tissimo Lercari, arcivescovo di Ge-nova, del suo consiglio si valse, ead esaminatore del clero e del si-nodo della sua diocesi il volle.

L’alba intanto spuntava del no-no decimo secolo, e il Cielo a nuo-; ve imprese e grandissime spinge-; va quell’ Ottimo, che le doti del-( F ingegno e del cuore a beneficioI di molti impiegava. Nè qui è in-

tendimento nostro mostrare comein tristissimi giorni reggesse nel-la Provincia Ligure il destino deisuoi Confratelli. Chi ha la pruden-za per guida non si spaventa nellevicende sociali, e sa che i tempisono la prova degli uomini. L’o-pera di citi vogliamo parlare, e cheforma il distinto elogio dell’ Assa-rotti, fu F educazione dei sordo-muti. Questo apostolo raro dellaverità professava pubblicamentenel r8oi la morale e la dogmaticateologia, quando gli giunse a noti-zia che in Francia si restituivanoalla religione e alla società tantiinfelici, i quali privi dell’ organodell’ udito sembravano condanna-ti ad ignorare per sempre le con-solazioni dell’ una e le dolcezzedell’altra. L’ impresa era degnadell’ amico dell’ umanità, e allor-quando il cuore è preparato a no-bili sacrifici, toccata appena la cor-da della sensibilità, con rnatavi-gliosa armonia facilmente rispon-de. Egli in fatti ignorava i lavorieseguiti intorno a questo subiettodal Ponce e dal Bonnet nella Spa-gna, i metodi immaginati dal Wal-lis, dal Vanhelmont, dall’ Ammanin Inghilterra e in Olanda, i pro-cessi impiegati dal Kerger, dalRaphael, dal Lasitls, dall’ Arnoldi,dall’ Iieinicke nella Germania; nèconosceva sopra qual fondamentoelevato avesse il suo edilìzio ilL’ Epée; ma possedeva un’ animailluminata e tenerissima per F in-fortunio, e ciò fu bastevole, per-chè fondatore addivenisse di unanuova scuola italiana. Ed era con-solante il vederlo alternare lo stu-dio delle discipline severe colla ri-cerca dei mezzi perla educazionedel sordo-muto ; come era sorpren-dente F udirlo a parlare con razio-cinio robusto delie astratte dottri-ne sulla Religione, e il mirarlopoi con affetto paterno formare illinguaggio in chi sembrava stra-niero nel seno stesso della sua