i’nmisrlia. No non è facile alla conni-
O
ne-degli noniini commuoversi aquesti fatti, ma è forse men facileal faiografocon esattezza descriverli.
Intanto il buon Assarotti avevaincominciato nel silenzio della suacamera sopra di un solo sordo-mutol’opera sua, e in breve tempo vi-desi circondato da sei di questipargoli, i quali baciavano amoro-sissimi quella mano che loro spez-zava il pane dell’ istruzione. Manelle sociali istituzioni non sem-pre basta un efficace volere ; chesenza mezzi alle imprese propor-zionati la mente umana si perdee il cuore sovente si paralizza. Orail nostro Ottavio vedeva dall’ unaparte abbondare i sordo-muti frai poveri di condizione, esser po-chissimi i protetti dalla fortuna jdall’ altra ad un Ordine religiosoapparteneva che fu sempre con-tento della lediocrità del suo vi-vere. Quindi mentre il desiderioingigantiva le sue speranze, la po-vertà si opponeva all’ esecuzionedei suoi progetti. Buon per noiche la pietà non è esiliata da tuttii cuori, nè le opere straordina-rie della virtù rimangono sempreinosservate e neglette! Quandomeno l’Assarotti il pensava, il Li-gure Nazionale Istituto spedivanelle private sue scuole il Presi-dente Gaetano Cantoni, e il Vice-segretario Ab. Francesco Carregaper osservarne 1’ andamento e isuccessi ■ e darne al Governo in-formazioni precise. La missioneriuscì gradevole sommamente al-1’ insegnatore e agli alunni che undestino più fortunato si promette-vano, e commoventissima fu peril cuore di quei Deputati, che sor-presi dei progressi rapidi ottenutidallo zelo di un uomo così benefi-co, dichiaravano solennemente do-versi pensare a rendere stabile unIstituto sì vantaggioso. A que-sta dichiarazione successero lusin-ghiere promesse per parte di chi
maneggiava le sorti della Liguria,ma dopo tre anni di paziente fa-tica l’Assarotti non vedeva alcunfatto che le mandasse ad effetto.
Frattanto ai io giugno i8o51’ imperatore dei Francesi e red’Italia entrava in Genova a rico-noscere questa città aggregata direcente alla Francia. In questa oc-casione la signora Anna BrignoleSale supplicò laM. S. a riguardarecon occhio di sovrana benignitàla nascente scuola dei sordo-muti,e il di 4 luglio Napoleone ordinòche dovesse scegliersi, fra quei diprovenienza religiosa, un localeper quest’ infelici, e che sopra ifondi delle soppresse congregazio-ni dodici allievi si mantenessero.Ma chi mai lo avrebbe pensato ?L’ imperiale decreto restò senzaverun effetto per lungo tempo.La inattività di chi allora in Ge-nova comandava ; le differenze in-sorte fra il gran maestro delle Uni-versità e il ministro dell’internorelative al diritto di sopraintende-re allo Istituto ; e i maliziosi rag-giri di molti, i quali mostravanonon doversi fondare in Italia unanuova scuola per i sordo-muti col-1’ autorità del governo, furono al-trettante cause che trafissero l’a-nimo dell’Assarotti fino al 1811 .Da questo momento nacque peraltro un ordine più lieto di cose,che la fortuna di molti infelicirassicurava. Il sovrano decreto furinnovato; si assegnò per locale1’ ex-monastero delle Brigidinedetto della Misericordia; s’in-caricò il ministro dell’ interno persopraintendervi ; ed al PrefettoBourdon venne ingiunto d’ideareun piano economico e di mandar-lo ad effetto. Il cuore di quelbuon precettore non palpitò maidi tanta dolcezza, come allorquan-do, dissipati i timori che lo agita-vano, e vinta la protervia dei ma-ligni colla perseveranza del benoperare, il dì 2 di decembre del