non potea spendere negli studiche una parte assai breve del suotempo. Il primo officio che gli fucommesso in Francia si fu quellodi far parte del Consiglio nomi-nato dal Ministro degli affari in-terni per la formazione del pro-getto di un codice di commercio.Nell’anno 1807, fimperatore lodestinò a Presidente nel tribuna-le di appellazione di Genova. L A-zuni fu quindi eletto membro delcorpo legislativo nel 3 ottobre1808, pel dipartimento di Geno-va, il quale avealo presentato co-me candidato, quantunque stra-niero. Nel 1811 al tempo del rior-dinamento dei tribunali egli fuconfermato in quella carica di Pre-sidente coltitelo di Presidente del-la Camera della Compagnia di Ge-nova. Fu allora creato Cavalieredellalegion d’onore, e dell'Ordinedella riunione. Nel 181 4 s egli conti-nuò la sua dimora in Genova, do-ve visse privatamente, infino ache fu dal re Vittorio Emanueleinviato ad illustrare col suo nomee colla sua dottrina il Magistratodel Consolato di Cagliari, del qua-le fu destinato Giudice coll’ anti-co suo titolo di Senatore. Gli siconferiva anche d’indi a poco laPresidenza di quella 11 . Bibliote-ca. Ritornato così in patria 1 ’ A-zuni, non è a dire come da ogniordine di persone fosse careggia-to e tenuto in gran pregio ; eglila cui fama onorava tanto il suopaese nativo, e la cui età provettamettealo al disopra di quella bas-sa invidia che annebbia o corrom-pe le tante volte i giudizii dei coe-tanei. Aggiungevagli ragione distima e di rispetto, oltre all’ ama-bilità delle maniere ed al brio delconversare, la memoria del beneche in altro tempo ed in altrafor-tuna egli avea fatto ai suoi nazio-nali, ai quali, se per 1’ addietroeragli per avventura venuto il de-stro di poter giovare in privati
negozi o bisogni, non avea maiegli lasciato di fario, amando gran-demente di dimostrarsi con cia-scuno di essi amoroso e soccorre-vole. Anche allora in quella vec-chia età egli volle lasciare in pa-tria qualche monumento di studio,e pubblicò perciò con le stampedi Cagliari un Trattato della pub-blica Amministrazione Sanitariain tempo di peste ì. voi. in 4 °1820. Ed alla patria lasciò pure imonumenti non conosciuti deisuoi studi, cioè i suoi manoscritti,legati da lui all’ Università di Sas-sari. Le cose più importanti chetrovansiin questi MSS. sono il suoProgetto di codice di legislazionemarittima del «791-, di cui soprasi parlava ; una Dissertazione sul-lo stato naturale dell' uomo ;un’ altra Sui pericoli derivantidalla libertà della stampa ; Os-servazioni sul codice di commer-cio del regno d'Italia. Conside-razioni sugli oziosi e mendici inSardegna ; e Sull' arresto perso-nale dei debitori di mala fede .Delle quali opere alcune sono scrit-te in lingua italiana, altre in fran-cese . A tal proposito in lode del-1 ’ Azuni dee ricordarsi , comenelle scritture da lui pubblicatein quest’ultima lingua, siasi daglistessi Francesi notata la proprietàe purgatezza deila favella, qualenon sempre si ritrova nei lavoridegli stranieri. Oltre a questo lin-gue sapea 1’Azuni di greco, d’in-glese, di tedesco, e di spagnuolo ;ed in quest’ ultima lingua egli ce-lebrava ancora giovanetto con ver-si epitalamici le nozze del re Vit-torio Amedeo III. Fu 1 ’ Azuni so-cio di molte delle più chiare Ac-cademie letterarie dell’ Europa.Mori in Cagliari nel a 5 gennaio1827, lasciando voce di uomo pro-bo e generoso, e di magistrato di-ligente e retto. Furongli tributatipubblici elogi ; e i corpi scien-tifici dell’ isola andando a gara