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[Volume primo e volume secondo.]
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Valente giurisperito, siccomeegli era, giovò sempre co’ suoi con-sigli e con le sue consultazioni ipublici e privati affari, e fu inmateria di ordinamenti civili e dinuova legislazione da molti Prin-cipi richiesto del suo parere, e fu-rono da essi accolte a frutto le sueparole.

Buon conoscitore, siccome ab-biam detto, delle amene lettere ,coltivò con assai lode anche que-ste, e scrisse e latine e italianeprose e poesie molto elegantemen-te. Di acuto ingegno e di sottilegiudizio, fu buon critico, e seppecol riso mordere gli altrui errori.Il Giornale Arcadico più volte èstato abbellito da suoi articoli, inche sempre risplendea molta ag-giustatezza di pensare, molta chia-rezza d’idee con altrettanta evi-denza di ragionamento e facilitàdi espressione. In ultimo diede allaluce un libro di Commedie, cheforse egli amava troppo, ma chesenza dubbio aveano non poca vi-vezza di dialogo, nè si partivanodel tutto dalle sane ed eterne re-gole de’ nostri maestri. Le più il-lustri accademie d’Italia lo ebberoa socio, e 1 ’ Università di Bolognalo avea nel numero de’ suoi Pro-fessori, e ivi sedeva tra’ Dottoridel Collegio Legale. Questo illu-stre italiano cessò di vivere in pa-tria nella tarda età di anni 81 ildi 4 di marzo 1828.

Giuseppe Salvagnoli-Mirchetti.

BERTAZZOLI (Francesco),cardinale del titolare di s. Mariasopra Minerva, nacque il (. mag-gio 1754. Per due chiari ornamen-ti lodasi la città di Lugo in Roma-gna di avergli dato i natali, e prin-cipio ed avviamento alle utili di-scipline. Certo ella il riguarda sic-come il più valente de’teoiogi, chein lei fiorissero, e il primo che franoi fosse degno di tenere nellachiesa il principato de’Gardinali.

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Il ben disposto animo, e l’inge-gno promettitore di grandi cosevennero cori sollecitudine coltiva-ti dagli onesti e doviziosi suoi pa-renti , e il processo di sua vitadimostrò come a quelle cure eglirisponder sapesse, e non solo al-la utilità ma ancora alla patriagloria soddisfacesse . Della qua-le gloria nacque speranza e cer-tezza. ove fu veduto avanzare dileggieri nell’ arena delle inferiorie delle superiori discipline tuttigli eguali, e pervenire bentostoall’eccellenza, ove altri suoi con-tentarsi della mediocrità. Indi da-to alle meditazioni della vera filo-sofia, tanto vi si mise addentro daavere nell’anno 1772 sostenutogran numero di proposizioni nel-la logica, nella metafisica, e nellafisica. Entrato nel]’ ordine degliecclesiastici cominciò a risplender-vi siccome stella illuminatrice, edopo aversi ripiena la mente delleangeliche speculazioni di s. Tom-maso, ed essere stato nella catte-dra teologica, eretta in Lugo permunificenza del prelato Emaldi,salutato dottore in divinità, asce-se coi voti di tutti nell’anno suo23 ° sacerdote all’ altare. Nè intanta altezza di dignità e di studiintralasciava il diletto delle ama-te sue lettere, usato sollievo diprofondi ingegni, e ne diede pub-blici segni, i quali non la proprie-tà dello stile a que’ tempi negata,ma la vivezza di sua imaginazio-ne, e la copia della erudizione di-mostrano. Laonde fu onore delleillustri Accademie di Bologna , edeli’ Arcadia romana , e uomininella letteratura prestantissimi sirecarono a gloria eh’ ei sedesse delloro numero, e spesse fiate dessepubblico argomento di sua eccel-lenza. In questo tempo ( poichénon è mai a prender fidanza diqueste umane cose ) una tisi pol-monare venne a tentare la debo-lezza di sua salute, e la tenne in