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In scello a dire l’orazione Iali-na per 1 ’ Ascensione del Redento-re alla presenza di Benedetto XIVe del S. Collegio; nè guari andòche fu fregiato delle insegne pre-latizie. Nel 1769 già era Governa-tore della Città e Ducato di Bene-vento ; dove mostrò quanto gran-de felicità sia lo essere governatida sapienti. Merita che non si tac-cia un provedimento col qualetemperò in Benevento i inali del-la carestia che afflisse le vicineprovincie e la stessa Napoli, cor-rendo il 1764, e fu di proibire cheil pane si vendesse nel giorno me-desimo nel quale era stato cotto,
10 che bastò a minorarne di molto
11 consumo, parendo quel cibo nongrato al gusto passata la prima fre-schezza, e acquistando in quellavece maggiore abilità al nutrire.Una iscrizione posta sul fronte delpalazzo del Comune attestò al Pre-lato della pubblica riconoscenza.Altra ne aveva già meritato dueanni innanzi nelle aule di esso pa-lazzo per la Istoria di Beneventodall’ Vili al XVIII secolo : operache in tre volumi pubblicò dal1763 al 1769. Chiamato in Romavi ascese al sacerdozio il -z 5 marzodel 1 y 65 . Segretario della Congre-gazione delle Indulgenze e S. Re-liquie; non lasciò i geniali suoistudi, e attendeva a dar compi-mento ad una Storia nautica de-gli Stati Pontifici, lavoro rimastoinedito. Intanto le piante e dise-gni fatti da lui su’ luoghi, fino alnumero di 88, gli valsero d’ esse-se ricevuto fra’ Soci dell’ Accade-mia di S. Luca, mentre che eser-citava la censura dell’ AccademiaTeologica; cumulando in sè la lo-de di studi disparatissimi. L’ anno1770 il vide elevato ad impiegoconveniente alla sua dottrina, ea quello zelo di cristianità chesempre lo distinse, nel carico cheottenne di Segretario della Propa-ganda. Vi durò 19 anni: e cosi
nell’ altro segretariato dell’ esamede’ Vescovi. A veva successivamen-te stampato: Opusculum Augusti-rii Card. Calerii de BenedictioneAgnorum. Dei (1776) ; FaticarlaConfessio illustrata ( 1776): DeCruce Vaticana ( 1779 ) : De Cru -ce Veliterna ( 1780 ) ; quando ec-citato da Pio VI a difendere i di-ritti che la Romana Chiesa ab an-tico tiene sul regno delle Due Si-cilie, quanto è al tributo che il redi Napoli olFriva nella vigilia diS. Pietro, pubblicò nel 1788 laBreve Storia del Dominio tempo-rale della S. Sede Apostolica sul-le due Sicilie ; libro che acremen-te impugnato dai Napolitani, resenecessaria la Difesa del Dominiotemporale della S. Sede Aposto-lica in Sicilia, stampata nel 1791.In questo mezzo attendeva conogni industria all’ acquisto di an-tichi monumenti, a frequentarei dotti, qhe molti fiorivano in Ro-ma, ad ampliare e propagare il no-me cristiano. Così meritava esse-re innalzato al supremo grado del-la porpora : festeggiata la gloriadell’ottimo da tutti i buoni, aiquali fu memorabile il dì 3 o mar-zo del 1789. Pio VI che ne cono-sceva ed apprezzava il merito glicommise difficile e delicato incari-co, la cura degli esposti in tutte lecittà dello Stato. Parve se gli des-sero tanti figli da provedere, cosiaffettuosa e costante fu la cura chen’ ebbe; lo chiamavano padre:parola di grande riconoscenza sul-le labbra di chi ignora l’adulazio-ne; in quella età, in quella mise-ria. Si appressavano intanto annifunesti; sconvolte le menti e gliordini in Francia, cui è fato esse-re dettatrìce di tutti esempi buo-ni come rei. Sorgeva abbominosoil 1797. Fransi in Italia demo-lite monarchie e repubbliche; sor-di avvolgimenti minacciavano Ro-ma, provocati e nutriti da con-sigli e maneggi stranieri. Un moto