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[Volume primo e volume secondo.]
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piacevolmente. » Lodavasi di nuo-vo nelle Questiona sur V Enciclo-pédie, art. Blh. Federico di Prus-sia, ed altri dotti, ne facevanogratulazioni : il Bosellini disse an-cora di que’ Dialoghi (i) che” mo-li strano l’ importanza delle fab-v> liriche e delle manifatture ri-vi guardo al maggior valore dellavi più gran ricchezza. i> L’ autoretornato a Napoli aggiunse alla cari-ca di Consigliere quella di Segre-tario del tribunale di Commercio,di cui fu anima e mente: egli neritraeva da itìoo ducati l’anno. Del1777 eletto de’ministri della Giun-ta detta degli allodiali col peso difar le veci di fiscale, accrebbe dialtri 200 ducati i suoi stipendi.Sempre innamorato del poeta filo-sofo, ebbe compito quasi un trat-tato » degl’ istinti o dei gusti, nu-li turali o delle abitudini de II'no-ti mo , o principii del dritto di na-ti tura e delle genti , tratti dalle” poesie di Orazio, n Per la guer-ra del 1778 dell’Inghilterra conFrancia e Spagna scrisse 11 De' do-ti veri de' principi neutrali verso i11 principi guerreggiatiti, e di que-ll sii verso i neutrali (Napoli 1 782ti in 8 .). n Nel 1782 ebbe la caricadi Assessore del Supremo Consi-glio delle Finanze, e in luogo distipendio, eh’ ei ricusò, 1’ abbaziadi Scurcoli, la quale rendeva da1200 ducati. Assessore di Econo-mia nella Soprairi tendenza del fon-do di Separazione, egli propose alre la riedificazione del porto diBaia per porre a coltura molte diquelle vaste campagne, e render-ne F aria salubre. Porgevasi allecure, agli studi, al commercio coidotti di diverse nazioni : e nonmancava alle conversazioni, al tea-tro,- mostrando esser vero, che lavita sta nell’azione. Colto d’apo-plessia nel 1785 viaggiò per laPuglia a cagione di salute, e nel

(1) Giornale Arcad. Tom. XXVI. p-18.

1787 fu a Venezia. Ripatriò, e inmezzo alle cure e agli scherzi vi-de avvicinarsi il suo fine : dicevaagli amici ” che i morti lo chia-11 mavano, e che già gli avevanott mandato il viglietto d'avviso perit la loro conversazione. » Conquella sua abituale piacevolezza,sino quasi agli estremi, mori nelbacio del Signore, avendo finitodi scherzare giunto che fu al pas-so, donde più non si ritorna. E nonparmi da tacere, che secondandoil proprio genio avea posto fuoricolla poesia del Lorenzi e la mu-sica di Paisiello il Socrate Iniagi-tiario opera buffa, con cui mette-va in ridicolo un dabben’uomoimitatore di quel filosofo, almenonella pazienza: aveva anche inanimo di fondare un’ accademiadrammatica, che tornata sarebbedi qualche utilità. Innamorato delvernacolo napoletano diede 1’ ope-ra del dialetto napoletanof >779in 8. ) : ne assegnò l’orig ne, lavolle lingua primitiva, e si affan-nò a comporne un lessico: romin-ciatane la stampa nel 1780, rima-se inedito per la più parte. Colti-vò la musica , cantando phcevol-mente sul clavicembalo: av?va ungabinetto de’ migliori sparliti. Lasua biblioteca era soprattutto diautori scelti greci e latini e di buo-ne edizioni : il museo di nonetedi medaglie ec. era sopra )’ uso ele facoltà di privato. Nelli regiaAccademia di Scienze e Belle Let-tere non fu ascritto : dì che adon-tato, se la prese col segretario Mi-chele Sar come beffandolo; ma egliavea torto, potendogli bastare il di-re a chi non mi vuole, nonmi me-li rila ; 11 molto più che onoratoda principi fu ascritto all’ Accade-mia di Pietroburgo, e ad litro diEuropa. L’ab. Luigi Diodati nescrisse la vita (Napoli 178 h in HJ,il march, dì Villarosa ne palò neiRitratti (i8?.j in 8.), e il Giriglie-ne nella Biografia Univeisaiu, e