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presidii che reggevano il bolo-gnese Istituto fondato da quel-1’ insigne cittadino il generaleLuigi Ferdinando Marsili, e pro-tetto generosamente da SommiPontefici incominciando da Cle-menteXI e in modo singolarissimodail’immortal Benedetto XIV chevi dotò un’ Accademia di qua-ranta membri. Fu il Casali delnumero dì detti Accademici Be-nedettini , e ligio al debito diaccademico pensionarlo , per ol-tre quarant’ anni non mai in-termise di leggere annualmen-te una qualche sua dissertazione.Molte di quelle stanno o per di-steso , o riferite solamente ne’Commentari del medesimo Isti-tuto dettati dalle auree penne la-tine de’ due celebri segretari cheha avuto 1 ’ Accademia, un Fran.M. Zanotti, e un Sebastiano Can-terzani, i quali sparsero di lodi ilavori dell’ illustre accademico .Versano questi sopra argomentigeometrici o fisici, tra quali alcu-ni sono di pirotecnia, con che in-tese egli di servire ad una parted’ insegnamento in architetturamilitare. Nella famosa quistioneche a’ suoi dì si agitava fortemen-te sulla sen sibilità ed irritabilitàde’ nervi, e’ prese per non so qualfilosofica fantasia a sostenere laparte de’ contro-Halleriani, laqual dovette pure, come la storiadi quella controversia ci avverte,cedere al giovine campione Mar-co Antonio Leopoldo Caldani chepropugnava pel fisiologo di Berna.Ma non ostante è da commendar-si il sottile ingegno che per dife-sa di quella fazione adoperò ilCasali, a cui 1 ’ esser vinto in sicalda contesa non tenne a discapi-to proprio , poiché i dubbi suoidichiarando intendeva a distrug-gere gl’ inciampi che si oppongo-no alla scoperta del vero, di cheunicamente curava.
In mezzo alla se verità degli stu-
di filosofici, e all’amenità de* poe-tici dovette incombere a’ pubbli-ci affari, e sì il fece con serenamente, e vivo interesse al bene eal decoro della patria. Com' erad’animo gentile sentiva molto ad-dentro nella bellezza delle artidel disegno, e legò amicizia cogliartisti più pregiati, tra quali co’due fratelli Gandolfì Ubaldo eGaetano, e venne in grande esti-mazione di Giampietro Zanotti,cui vecchio conobbe e sovranomaestro nell’arte del dar precettiin pittura con veramente aureapurissima favella italiana siccomeo negli avvertimenti ad un giovi-ne, che s’incammina alla pittm-a,o nella storia dell’ Accademia Cle-mentina o nel Claustro di s. Mi-chele in Bosco, o nelle stanze del-l’Abati e del Tibaldi vogliasi con-siderare , riesce manifèstissimo.Fu G. Zanotti il primo segretariodi essa Accademia dalla istituzionsua, al quale 1’ età decrepita sce-mando le forze rendeva necessa-rio un successore, e piacque glifosse conceduto Gregorio Casali,uomo cui avea già dato dirittoall’ esser membro Accademico de-mentino la qualità di pubblicoprofessore nell’architettura mili-tare, secondochè prescriveano glistatuti dell’ Accademia, i qualiprima dell’ epoca all’ ingresso delCasali in Accademia, che fu F an-no i^ 54 , nonaveano in questo avu-to esecuzione. Egli poi nel 1769scelto all’ ufficio di segretario visi mantenne decorosamente, fin-ché a dimettersi ne fu obbligatol’anno 1764 per la sopravvenuta-gli destinazione di senatore inpatria per breve pontificio del de-cimo terzo Clemente. La stranez-za d’ un uomo commesso dal Go-verno della repubblica italiana adirigere la pubblica istruzione nel-la bolognese Università, dov’ essoCasali religiosissimo sedea retto-re, più presto che 1’ età lunga gli