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[Volume primo e volume secondo.]
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anzi die no , piirei non attedia-va; Egli si fu il primo, cui vennein pensiero vestire qualche Ariadi un accompagnamento strumen-tale diverso dalla cantilena del-1’ attore ; egli il primo che tra idue violini intrecciasse due moti-vi diversi ; egli il primo, che po-nesse in campo il semitonare can-tando ; in somma egli il primo,che spogliasse la cantilena delleariette dal difficile e secco delloScarlatti, e cercasse, per quantofosse possibile, adattarla alla pas-sione, che destar dovevano le pa-role , onde coll’ espressione delcantante si commovesse il cuoredi chi ascoltava. Dotato dalla na-tura di un cuore sensibilissimo,non iscrisse un verso di musica,che non corrispondesse alle paro-le, che volle animar con forza efinezza, consultando sempre lanatura e la verità, senza far usodi quelle fragorose modulazioni,che simili alle fuggitive meteore,abbagliano talvolta gl’ ignoranti,ma tosto svaniscono e nel nullarestan sepolte.

Delle produzioni, che gli acqui-starono fama immortale, la primafu la musica per un dramma sa-cro intitolato S. Guglielmo di A-quitania ( la poesia del quale fuscritta dall’ avvocato Ignazio Man-cini ) e fu da lui composta men-tre era ancora alunno nel Conser-vatorio con alcuni intermezzi buf-foneschi. Fu questo dramma rap-presentato nell’ estate dell’ anno1731 nel chiostro di s. Agnel-lo Maggiore di Napoli, ove allo-ra dimoravano i canonici Rego-lari Renani del Salvatore. E ciòera onesto divertimento che inquell’ età davasi da’ pp. dell’ Ora-torio a quei giovanetti che fre-quentavano le loro congreghe, eche attendevano a’ buoni studi.F11 si grande 1’ applauso, che ri-scosse il maestro, ancor giovane,che divulgatosi il valor suo per

tiitta la dominante, ben prèsto itnome di lui cominciò a farsi notocon giusta lode. Quindi il princi-pe di Stigliano Colonna ( e nonAgliano come dicesi nel Diziona-rio Istorico) l’onorò di sua parti-colar protezione, come fecero e-ziandio il principe di AvellinoCaracciolo, ed il duca di Madda-loni Caraffa; poiché in quell’ etài più distinti signori presso di noiproteggevan non solo gli uominidi lettere, ma anche i coltivatoridelle arti belle.

Indi nell’ inverno dell’ anno1731 scrisse la musica per un ope-ra rappresentata nel teatro di s.Bartolomeo, allora esistente , equesta fu la Sallustia, nella qualesostenne la prima parte l’insigneContralto cavalier Nicolino Gri-maldi, e per prima donna vi fula Facchinelli, la quale nell’ atto11 cantò la celebre aria : Per que-ste amare lagrime figlie del miodolore ec., in efi-fa-ut terza mi-nore, con accompagnamento distrumenti tutto nuovo, che meri-tò somma ammirazione ed applau-so (1).

Contava allora il Pergolese ap-pena ventiquattro anni, ed avevaper competitori ne’ teatri Adolfo

(1) La qual cosa chiara mente di-mostra, che fu male informalo il conteGregorio Orlow allorché nel Saggio so-pra la Storia della musica in Italiadai tempi più antichi fino ai nostrigiorni ( traduzione di Benedetto Coro-nati tom. III. Roma «823 ), parlando delPergolese disse : nìuno è profeta nellapropria patria; il quale antico prover-bio ben si adattò al Pergolese , poichéla sua Opera cadde , benché fosse for-mata sul gusto dell’ antica purità , esemplicità, che sotto i caratteri distintidella vera bellezza ec- Ma lo stessoautore molti altri abbagli prese parlan-do del nostro Filarmonico , poiché lofece nascere nel 1704, lo che accaddecome si è detto nel 1710, e lo fece mo-rire nella Torre del Greco quando ciòavvenne in Pozzuoli , come dirò, a 16marzo 1736, e non già nel 1727’