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quattro mesi avea 1 * ardire d’in -vitarlo a sentirne una seconda .Ma la nuova musica superò l’e-spettazione di Leo, che la trovòerfettissima, in guisa che in pub-lico lodò il Pergolese dandogliaffettuosi amplessi, e ne fece co’suoi alunni il giusto encomio, chemeritava.
Or ritornando alla musica tea-trale composta dal Pergolese, scris-se per l’autunno dell’anno 1732un’opera buffonesca in lingua Na-politanadarappresentarsi nel tea-tro dei Fiorentini, che avea pertitolo lo Frate nnamorato poesiadi Gennaro Antonio Federico,che fu due altre volte replicatacioè nel 1734, e nel 17Ì8 dopo lamorte dell’autore. Nel i ^53 per
10 teatro di s. Bartolomeo fece lamusica d’ un dramma intitolato
11 Prigionier superbo, e fu repli-cato l’intermezzo della Serva Pa-drona , il quale piacque tanto cheportato in Londra fu ivi magnifi-camente pubblicato con le stam-pe. Per lo stesso teatro di s. Bar-tolomeo la compose pure nel (734e l’adattò al dramma Adriano inSiria , che fu rappresentato nel di25 ottobre dell'anno medesimo ri-correndo il giorno degli anni del-la regina delle Spagne madre diCarlo Borbone re delle Due Sici-lie a cui fu quel dramma dedica-to, nel quale fece anche l’inter-mezzo Livietta e Tracollo, ch’eb-be un uguale favorevole incon-tro della Serva Padrona . Final-mente nel 1735 la distese per al-tro dramma giocoso il Flami-nia , poesia dello stesso Federi-co , che dopo la sua morte nel-l’inverno del 1749 f u rappresen-tato nel teatro nuovo. Oltre di talisue armoniche composizioni mol-te altre ne fece, delle quali ignoro1 ’ anno e l’occasione per cui furo-no scritte, ed il numero di alcunedi esse sarà in fine da me ricor-dato.
Fu tentato nell’anno 1735 dicondursi in Roma per mettere inmusica il dramma del Metastasio1 ’ Olimpiade. Ma quella metropo-li di si difficile contentatura vitu-però l’armonica composizione delgiovane compositore, ed applaudìmolto quella di altro Napolitanoper nome Egidio Duni che per loteatro di Tordinona pose in mu-sica altro dramma, Il Nerone. IlD uni non prese a comporre il suodramma se non dopo di aver ve-duto lo stile ed il gusto del Per-golese 5 col quale avendo contrat-to amicizia, cercò alla meglio diconfortarlo dicendogli, che nellaproduzione poco gradita vi eranodelle bellezze singolari da essereammirate in camera, ma che scom-parivano in un gran teatro, e chedi quella musica, ovunque essa sa-rebbe stata cantata, si sarebbesempre gustato il vero bello. Ret-to giudizio, che fece conoscerenon essere il Duni insuperbito de-gli applausi a lui dati, e del pococonto che si fece della musica delnostro Pergolese. Di fatti che bel-lezza non si ravvisa in questa, especialmente nell’ Aria, Che nonmi disse un dì, nel Duetto, Ne'giorni tuoi felici, così vago per1 ’ espressione, nel Recitativo sen-za strumenti che precede 1 ’ Aria,Se cerca, se dice ec. che non puòascoltarsi senza provare gran mo-zione di affetti , e la forza del-1 ’ Aria condotta con la massimaespressione, che non è stata supe-rata da’ più eccellenti maestri do-po di lui ?
E ciò basti aver detto delle com-posizioni teatrali del nostro auto-re. Ora farò parola della produzio-ne che ha renduto il nome delPergolese immortale, cioè la mu-sica dello Stabat !\1 iter. Esistevanella demolita chiesa di s. Luigidi Palazzo de’ pp. Minimi unacongrega di cavalieri sotto il titolodella Vergine de’Dolori, od ivi in