separa dal cervelietto e questa dot-trina sarebbe stata all’unisono diquanto si sosteneva venti anni do-po in quelle scuole. 5 . Elementi dimedicina teorica ; pubblicati inlatino nel 17^7, e riprodotti initaliano nel i8i4 dal suo figlio donGennaro d’ Andria. Oltre le ideedei Solidisti, ossia la dottrina diTemisone, Morbi fibrae laxae etfihrae rigidae , fece parola dellemalattie di vigore e di debolezzaavanti che a queste tutte le rife-risse il dottor Brownn. 6. Storiadei rimedi , pubblicata , tna im-perfettamente, nel 1787. Fu tra-dotta in italiano, e resa di moltautilità dal dottor Tauro nel 1811.7. Istituzioni di medicina pratica ,pubblicate nel 1790 in Napoli peri torchi Maufrediani al pari ditutte le altre opere dell’ Andriatradotte in italiano, ed arricchitedi note dal predetto dottor Tauronel 1812. Ma seguito l’Àndria nel-la sua classandone , la divisioneadottata presso a poco dal Borsie-ri, aggiungendovi la dottrina del-lo diatesi, c tenendosi dentro i li-miti di un trattato scritto per igiovani medici . Le notizie deifatti furono per la maggior partetratte dalla Biografia degli UominiIllustri del regno di Napoli. Tomov, Napoli, 1818.
St. Grottanelu de’Santi
VERNAZZA (Giuseppe), na-cque il dì io gennaro 1745 in Albacittà del Piemonte famosa patriadi Pertinace; mori in Torino il i 5maggio 1822 in età di anni settan-tàsette.
Suo padre era medico; egli si dièallo studio della ragion civile, e vifu dottorato . Lavorò poscia nellasegreteria di guerra sotto agli or-dini dell’immortal ministro il con-te Ilogiuo, donde passò nella se-greteria diStato per l’interno. Maegli era nato alle lettere eruditeanziché alle segretariesche, ed es-
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sendo assai agiato allora de’beui difortuna si ridusse a vita privata coltitolo di segretario di Stato. Desi-derò ancora un titolo di nobiltà,e riuscì a far investire il padre delfeudo di Freney col titolo di baro-ne. Quando la repubblica france-se allagò l’Italia, il Vernazza fe-dele e devoto ai suoi re ebbe apatir gravi persecuzioni ed oltrag-gi ; ma 1’ animo suo era di quelliche non s’inviliscon giammai; on-de sopportò con cuor sereno, equasi ridente la contraria fortuna,senza cedere ai tempi, senza ri-metter nulla della sua impertur-bata costanza. Fra le altre cose amòmeglio d’ andar per molti mesi difitto inverno a capo scoperto incompagnia d’ un gendarme, anzi-ché di portar un cappello ornatodi cocarda repubblicana. A’tempidi Napoleone fu bibliotecario del-la università di Torino, mentreun suo generoso amico e protetto-re, il conte Prospero Balbo, n’erarettore. Ristaurata la monarchiapiemontese nel 181 4 il Vernazzaebbe l’onore di dar lezioni di sto-ria a Carlo Alberto, allora princi-pe di Carignano , e adesso re diSardegna. Fu nominato professoredi paleografia durante il ministe-ro del conte Balbo suddetto, e peropera di quest’esimio mecenate fuanche decorato della croce di san-to Maurizio . Questi furono glionori civili a cui pervenne. Circaai letterari basti ricordare ch’egliera socio e segretario della regiaaccademia delle Scienze di Tori-no, e che un suo chiaro ed amatodiscepolo Lodovico Costa gli leconiare in Parigi ( ove andò com-missario del governo pel racquistode’ quadri e delle scritture espor-tate ) una medaglia di bronzo disquisito lavoro. Due sorta di dot-trine coltivò con molta felicità disuccesso il Vernazza. La letteratu-ra classica e la storia. Della primala parte solamente che concerne