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[Volume primo e volume secondo.]
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Nel 182T lisci alla luce in Napo-li T opera intitolata : Ultimi ufficiialla memoria di Bruno Aman-tea, dalla quale abbiamo estrattoil presente articolo, oltre le noti-zie procacciateci da altre parti (i),St. Gkottamelli de* Santi.

danaro proveniva dalla vendita di ununico fondo del marito di lei, fu dalCompratore e con 3oo ducali lo reden-se alla misera famiglia , e volle che ilnome del benefattore rimanesse occulto.

Nota di D. Vaccolini.

(1) L’orazione in funere fu reci-tata dal p. Luigi Gassitlo, e 1’ elogio,letto nell' accademia Sebezia da PietroMagliari, fu pubblicalo nel 1820 in A-versa . Altro elogio recitò BenedettoVulpes alla società Medico-Chirurgicanei grande ospedale degl' Incurabili ; ela vita dell' Amanlea scrisse pure ilVulpes, e si legge nel voi. 7. della Bio-grafia degli Uomini Illustri del Regnodi Napoli, ed un cenno nel voi. 1. del-la Biografia de' Contemporanei di Ni-cola Morelli di Gregorio, Napoli, 1826,p. ib. La celebrità che ha meritamen-te goduto 1’ Amanlea, ci obbliga ad ag-giungere alcune poche cose. Egli fuchirurgo maggiore nel reai corpo di ar-tiglieria, e poscia chirurgo primario de-gli ospedali militari, ove divise conquei bravi tutti i disagi, tulle le pri-vazioni e tutti i pericoli della lungaed infelice scena del 1798. Coslretto arimanere lungo tempo in s. Germano,1’ aria umida di quella città gli si mo-strò cosi nemica, che può a ragione ri-guardarsi come la prima cagione diquella funesta podagra che dopo averlotormentalo per lutto il tempo della vi-ta, lo spinse immaturamente alla mor-te . Le accademie del regno lo ascris-sero nel loro numero : fu membro delConsiglio di Sanità militare, e della so-cietà detta oggi accademia Borbonica,e decorato dal re Giuseppe della crocedi cavaliere, ed eletto da Ferdinandonel di 4 aprile 1816 suo chirurgo di ca-mera . Nella riforma poi dell’ospedaledegl’ Incurabili bisogna confessare che1 Amantea ebbe a compagno un uomonon meno zelante e valoroso il eh. An-gelo Boccanera. Così pure bisogna direche il metodo del taglio laterale contutti i perfezionamenti avuti in Inghil-terra era bensì reso comune , ma cheprima dell’ Amantea non era praticatoin Napoli che imperfettamente. 1 felici

DAL BUONO ( Bn1vF.nF.TT0 ),

pittore, sorti i natali in Logo ai 7.maggio del 1711 da Francesco, c daMarianna Fiaccari, e di buon’ oradata a vedere forte inclinazioneed attitudine alle arti del disegno,ne apprese gli elementi da un Pa-ganelli da Forlì intagliatore in le-gno, che operò in Lugo moltecose dell’ arte sua alquanto supe-riori a mediocrità. Dalla patriapassò Benedetto a Bologna oveper ventitré anni frequentò assi-duamente 1 ’ Accademia del nudo,le scuole del disegno e lo studiodi Girolamo Bonini figurista digrido. I suoi progressi in quellacittà furono maravigliosi, giacchée in vari concorsi fu meritato dilodi e premii, e non pochi quadripressoché tutti da altare furonocolà commessi al suo pennello. Re-stituitosi alla patria dopo si lungaassenza dipinse moltissime tavolesia per chiese, che per case parti-colari, e operò assai lodevolmen-te : osservandosi per altro che piùperfetti riescifOllgli que’ lavoriche ip fresca età condusse a fine.Richiamato a Bologna da quel-l’accademia ringraziolla altamen-te, chè la carità della patria e lagrave età sua lo ritennero dal la-sciare un luogo ove era tenuto inamore e considerazione grandis-sima. Ebbe molti scolari in Lugofra quali Francesco Montanari cheriesci pittore valente, GaetanoNuvoli, Benedetto Zabberoni, chenon esercitando 1’ arti belle cheper diporto poche cose ha lascia-te, di cui la più notevole è il ri-tratto in bassorilievo di SerafinoFiloni, che vedesi nell’ atrio dellapubblica biblioteca Trisiana. L’ a-more che portavangli i concittadini

successi dai quali sono stale coronateparecchie operazioni di sinfisiotomia,dimostrano quanto le cognizioni dell A-mantea fossero in ciò superiori anche aquelle del suo secolo.

Nota dell Editore.