ornato dallo scalpello di vnlentaartista darà segno perpetuo, che larirtii ha sua lodo nella patria diGalileo ( i ).
D ViCCOilNI.
BORGIA ( cav. Camillo ), na-cque in Velletri. Ebbe la educa-zione quale si conveniva agl’illu-stri natali donde originava : fattique’ soliti primordiali studi , cuis’indirigeva a que’ tempi la mentede’giovanetti nella prima età, ap-parò tutte quelle arti cavallere-sche che si addicono a uomo de-stinato al mestiere delle armi. Nonera ancora escito dall’ adolescenza,quando fu mandato a Malta adesercitarsi in quelle discipline mi-litari di mare e di terra, eh’ eranoproprie dell’ istituto , cui i suoiparenti lo destinavano. Erasi aque’ tempi, in che l’Italia dopouna lunghissima quiete vide laguerra fare i suoi fieri uffizi. Ca-duta Malta in potere delle vitto-riose falangi francesi condotte dauno di quegli eroi, cui la terranon vede che a grand’ intervalli,egli prose servizio presso stranie-re potenze ; ma udite le traversìe,cui era suggetta l’Italia, la cari-tà de’ suoi lo richiamò in patria,e dopo la battaglia di Marengovestì armi italiane, in cui ebbegrado distinto e quale si conve-niva al suo valore e a’ suoi talentimilitari 3 e queste armi adoperòinsino a che glicl permise la suasalute, che mal ferma divenne perle onorate ferite di cui si era co-perto in campo. Ottenuto il ri-chiesto congedo, condusse in mo-glie una fanciulla di belle doti for-nita e avvenente, della quale som-mamente s’ invaghì. Indi a nonmolto tornò a desiderare quellavita militare , cui solea dire bea-li") Vedi Elogio funebre di Gio.Anguìllesi Pisano del can. Luigi del-la Fanteria. Pisa, tip. Nistri 18àà in 24.
ta, e riprese le belligere insegniche più non lasciò se non nel 1813quando previde dover valicare ìcalpi, e abbandonare e patria c figlie consorte.
Ridonato alla patria, egli collalealtà del cuore, la bontà dell* ani-ma, la perspicacia della mente,per la drittura dell’ intelletto, perla coltura de’ sentimenti, per lepacifiche virtù della vita domesti-ca, venne nell’amore e nella rive-renza de’ savi concittadini, e for-mò la delizia de’ suoi genitori,che venuti a grande età, fra le suebraccia riposarono nel dolce sonnode’ giusti.
Verso tutti adoperando libera-lità e prontezza di benefizi, siprocacciò tale popolarità quale al-tri difficilmente ottiene 3 il chetornò a bene della sua patria, co-me ci facciamo a dire. Il dì diPasqua 1814 i perdutissimi dellaciurmaglia in Velletri, colta l’oc-casione che il popolo era accorsoin folla al tempio in ordine a ren-der grazie all’ Ente Supremo perla liberazione del pontefice, se nefinsero contraddittori, e infiam-mando il volgo , ignaro sempredella verità e desideroso di cosenuove , trassero seco migliaia dipersone. Qual si fosse il desideriodi costoro non era fatto di cono-scere fra il gridare, 1’ urlare, loschiamazzare, 1’ eccitarsi scambie-volmente a sdegno, l’accendersipazzamente ad ira. Appena che Ca-millo Borgia ebbe avviso di questotumulto, inerme si recò in mezzodella folla, e tanto seppe adopraredi persuasioni e di prieghi, che inpoco d’ ora questa moltitudine sidissipò, e la quiete fu immediata-mente ristabilita. I servigi renda-ti alle potenze sotto i cui vessillimilitò , e le virtù che risplendea-no in lui, furono riconosciute orimeritate con ogni maniera dionori 3 imperocché il gabinetto diCopenaghen lo elesse a consigliere