insegnamenti, eie osservazionidel celebre professore di astrono-mia Felice Sabatelli , avanzò ditanto, che avvegnaché in frescaetà, venne in fama di valente astro-nomo.
Non contento però egli ancoradel suo sapere, e per estenderlo ilpiù, che per esso si poteva, nonsì tosto gli cadde in pensiero ditraghettare il mare, e condursiper tale oggetto a Londra, che ilpose in esecuzione: ma volendo in-nanzi visitare le principali cittàitaliane andò da prima a Venezia,passò indi a Padova, dove la suadottrina, e ’l suo diportamento gliconciliò a un tratto la conoscenzanon meno, che l’affetto, e la con-siderazione di que’ letterati e no-minatamente tra gli altri del si-gnor Toaldo, e del signor Nicolai,che incontanenteloammisero, nonche alla loro benevol’ amicizia, mail volierò altresì socio de’ loro astro-nomici e matematici lavori . Ildi lui merito, che star poteva frabrevi limiti ristretto, tosto cornopervenne agli orecchi de’ riforma-tori di quello studio, fattegli daimedesimi grate accoglienze, gra-ziosamente per ritenerlo fra loro,gli esibirono la cattedra di mate-matica in quel seminario, dando-gli sicurezza di trasferirlo poscianell’ università . Esita per unistante il Casella ; non sa deporrela deliberazione di proseguir ilviaggio verso l’Inghilterra , nonsa da altra parte ricusar l’esibi-zione urbanamente fattagli; vintoperò dalla gratitudine, accetta dibuon grado l’onorevole proferta.Intanto giunti a notizia del gover-no napoletano i di lui talenti ura-nologici, non indugiò con cortese,■generoso invito di richiamarlo inpatria. Soprappreso egli da sì fat-to annunzio, prova il più fierocontristamento, o di lasciar affattoi suoi generosi, e benevoli amici, odi rifiutar scortesemente la sovrana
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benigna chiamata. Ma la prepon-deranza di questa, e la forza delconnaturale amore di rendersi inseno della patria, e de’suoi, pre-valse finalmente sull’agitato di luianimo. Determina, e senza piùritorna in Napoli. L’accolsero fe-stosamente i suoi, e lo gratificòcon piacere il governo ; primacon la cattedra di astronomia nelregio collegio della Marina , in-di con quella di meccanica nelregio collegio di artiglieria , edinfine con eleggerlo a pubbli-co professore di astronomia nel-la regia università de’ studi ; edin ciascuna died’ egli ben a cono-scere il suo profondo sapere. Fuil promotore , e l’esecutore de-stinato alla erezione della specolaastronomica, ed allo assortimentodelle differenti macchine, ed istro-menti per le moltiplici osservazio-ni, e contemplazioni degli astri.Fu egli l’autore per sovrano ordi-namento della costruzione dellameridiana nella regia biblioteca ,e ’l rettificatore di altre o deviate,o non ben determinate. Fu egli insomma che provvedeva alle biso-gne della vita sociale per quanto hacorrelazione col corso degli astri,e colle varianti meteore. Se le nonmai interrotte occupazioni nei fe-nomeni celesti avevano in qualcheparte già debilitata la sua sanità,(ancorch’ e’ fosse di forte comples-sione) le notti però insonni, ver-nali, e sub dio consumate nell’as-sidua inspezione, per tutto queltempo, che la cometa comparsa sulfinir del 1807, si rese a noi visibi-le, lo gittarono in una grave idro-pisia di petto, cui non valse alcu-no umano aiuto, anzi a giorno pergiorno sempre più inferocendonella sua età di anni 5 i, da tuttidolorosamente compianto agli 8di febbraio, dopo aver dato i piùluminosi attestati della sua religio-ne, lo mise a morte: lasciando pe-rò di se immortai memoria ne’suoi