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[Volume primo e volume secondo.]
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nel guscio. La franchezza che ri-vela il lamento non osato daglioppressi è naturalmente abbona-ta dagli oppressori : e que’ librifecero il de Simoni esoso ai padro-ni, tanto che dovette per sicurez-za fuggire, e fu condannato a mor-te in contumacia. Trovò ricoveroin Lombardia, ove rimase finchei Francesi stabilirono la repubbli-ca Cisalpina, cui tosto fu anche laValtellina aggiunta. Il nuovo go-verno lo stimò per quello che Ta-lea: Melzi vice presidente gli af-fidò da tradurre una parte del co-dice civile e penale francese: fudei primi ascritto all’ Istituto na-zionale ; poi giudice indi presi-dente del tribunale del Lario, poiconsigliere della corte di cassazio-ne. Tornati i Tedeschi fu conge-dato e visse quieto a Morbegno inValtellina. Avea stampato, oltre leopere già discorse, il Diritto pub-blico di convenienza politica nel-lo spirito del governo civile ( Co-mo 1807): poi con quindici annidi costante fatica trasse a fine ilSaggio critico storico filosofico suldiritto di natura e delle genti , esulle successive leggi, istituti, go-verni civili e politici (Milano 1822,4 volumi), in cui svolge le leggied i costumi de’diversi popolian-tichi e moderni, e stabilite, secon-do i fatti, le basi del diritto di na-tura e delle genti, ne viene segui-tando le vicende presso le varienazioni, mostrando in qual modovenne applicato allo stabilimentodelle leggi e dei governi, e comevarii filosofi ne abusarono. Peròquell’ opera fu stampata dopo lamorte di lui, dalla quale fu coltodi 82 anni 1’ ultimo del gennaio1822,

Cesare Cantu'.

CASELLA (Giuseppe), nato inCusano in terra di lavoro nel 1 7 ì 5 ,e morto in Napoli nel 1808- Gliottimi di lui genitori avveduti-

si per tempo de’ talenti del fan-ciullo, che tosto ei fè conosce-re nel precoce compimento deglistudi elementari, come lor parvotempo l’inviarono al seminariodiocesano in Cerreto dove istrui-to da’valenti precettori nelle bel-le lettere, di che trasse ei granprofitto , si diè quindi tutto allostudio delle scienze sublimi, e contrasporto alla matematica ; e ter-minatone, con somma lode e van-taggio, felicemente il corso, riti-rossi in patria ; e per un anno in-tiero che dimorovvi, non fè , chedi per se con assidua applicazioneaggiugnere mai sempre novellecognizioni scientifiche alle già ac-quistate. Mala sua mente irrequie-ta dal' fervente desiderio di farcontinuamente maggiori avanza-menti nell’ampia sfera dello sci-bile, recossi a noia di trattenersipiù a lungo in Cerreto; il perchèsi condusse a Napoli . Qui, aper-tosi dinanzi a lui un più luci-do e vast’ orizzonte scientifico ,provò un più vivo incitamento, edelettrizzossi in maniera il feliceingegno del nostro giovanetto Ca-sella, che momento eli tempo nonandava, in cui di singoiar erudi-zione e dottrina non arricchisse ilsuo animo. Divenuto per essoluilo studio una passione imponente,vegliava le notti su’ libri, e consu-mava la giornata in ascoltare lelezioni de’pubblici professori del-la R. università, ed in frequenta-re le più rinomate biblioteche. Ebenché, per non contrariare il vo-lere de’genitori, avess’ei dovutoattendere allo studio delle leggicivili e canoniche, ciò non ostan-te quel genio insuperabile , chedalla sua fanciullezza avevaio me-nato ad applicarsi alle matemati-che , ve lo ricondusse ben to-sto; quindi spezialmente all’astro-nomia . Questa col fermare il dilui animo divenne la sua scien-za prediletta , in cui sotto gli