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[Volume primo e volume secondo.]
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credendo che solo colui poteva a-spirare al vanto Idi sommo poeta,che facesse argomento de’suoi ver-si la maestà e la gloria di Dio. Sidedicò prima allearmi, indi al fo-ro, che poscia abbandonò consa-grandosi al sacerdozio, non per leg-gerezza o velleità, ma perchè l’in-dole sua pacifica e pia potesse incosì fatto stato ritrovare una tran-quilla e sicura pace . Continuò adesser cultore della poesia, e diven-ne in poco tempo scrittore valen-te, e felicissimo estemporaneo poe-ta. Corretto nello stile, nobile nellinguaggio, regolato nella disposi-zion del soggetto, i suoi pensierierano forti, 1’ espressioni proprie,e le immagini splenclide e vere. Simostrò tanto imitatore del Tasso,quanto il suo illustre antenato Ser-torio Quattromnni fu severo cen-sore del disgraziato Torquato, es-sendo questi ancora vivo . Colsei più bei fiori da tutte le variespecie di poesia trattando soggettiora gravi ed era piacevoli, nè maisi fò lecito di scrivere o di cantareall’ improvviso su di argomentiimpudici, e se talvolta qualche te-ma gli si dava che all’ onestà ripu-gnasse , liberamente diceva nonpoterlo cantare . Molto valse nelverseggiare all’ improvviso, essen-dosi sempre fatto ammirare dilica-to nelle cose amene, tenero nellepatetiche, robusto nelle grandi, enelle sagre sublime e quasi inspi-rato .

Fu di morigeratissimi costumifin dalla sua giovanezza, religiosonella mente e nel cuore, facile nel-le maniere, stabile nell’ amiciziade’buoni, benefico più che la suadimessa fortuna lo comportasse.Sommo amore portò ai suoi con-giunti, ed in qualche difficile con-giuntura fè palese che preferivala giustizia, e la virtù alla vani-tà del suo casato , e a’ suoi pro-pri interessi. Condiscese talvoltaad istruire la gioventù bisognosa

sebbene non sempre ben corrispo-sto . Assalito da grave infermitàfinì di vivere nel dì 29 dicembre1817 nell’età di anni 5 g con lacalma del cuore, munito di tuttigli aiuti della religione, che spon-taneamente chiese. Moltisuoiami-ci sparsero poetici fiori su la suatomba, ed no suo dotto e dilettoalunno l’ab. Matteo Carpino ebbecura di pubblicare alcune rime me-ditate del Quattromani, ed alcuniframmenti de’canti estemporanei,che gli riuscì scrivere mentre ilsuo maestro ed amico li declama-va (tom. 1. Napoli, x 82 3 ) .

Marchese di Villarosa.

ASSEMANI ( Giuseppe Simo-ne ), nato in Tripoli di Soria neli68(j da genitori di nobil lignag-gio, ebbe i primi semi di cristianae civile educazione dallo zio pa-terno , Giuseppe , arcivescovo diTripoli, tenuto in pregio per pietàe dottrina. Di otto anni condottoa Roma fu accolto nel collegio disua nazione, cioè de’ Maroniti: enelle primizie mostrò quali sareb-bero i frutti maturi del suo inge-gno. Compiuto il corso degli studiera per tornare alla patria, quan-do Clemente XI lo deputò a fareil catalogo e 1’ epitome latino deicodici manoscritti orientali spedi-ti alla Biblioteca Vaticana da EliaAssemani , suo cugino, arcipretedella chiesa Antiochena. Nel chefece pieni i desideri del pontefice,avendo inoltre fornito il catalogodì note copiose ed erudite -, talchémeritò ed ebbe a’ j marzo 171 o ilposto d’interprete della lingua a-raba e siriaca nella Vaticana. Epoco stante (a’ ig luglio) insignitodi laurea in filosofia e teologia, fueletto consultore della congrega-zione istituita dallo stesso Cle-mente XI per la correzione deilibri sagri orientali. Di li a cin-que anni spedito in Oriente araccogliere codici, si valse delie