Anatomia imitativa in cera , sua■origine , progressi ed utilità ; XVDasiacrometro portatile , ossia t-strumento meteorologico per mi-surare la densità e retrazionemaggiore o minore dell aria ; fuimmaginato nel 1786 circa; XVIDeir agricoltura del popolo ebreo.
Memorie stampate in diversi Gior-nali od Atti accademici.
I. Metodo di alimentare i vitel-li con una mistura di acqua, difieno e di latte ( Giornale d’A-gricoltura, Firenze T. II p. 645 ,1387 ) ; II Dei Sorescl col Ta-bacco ( Atti dell’accademia de’Georg. T. Ili p. 554 , 1796 ); IIINuovo metodo di fare il sale ace-toso mercuriale, ivi ; IV Soluzio-ne mescuriale per la tintura diseta e lana , ivi ; V Come si possatingere colla filiggine, ivi; VIModo di discioghere la resina e-lastica , ivi: VII Incisione e tin~tura di alcune pietre dure, ivi ;Vili Della utilità de' prati arti-ficiali e loro proprietà ( Atti del-1 ’ accademia de’ Georg. V. Il p.4 g, 1795 ) ; IX Di alcune piantedi frumento nate dai soli germi ,ivi
Andrea Mustoxidi.
CASTRACCANI (Francesco),teologo , fdosofo ed oratore. Nonsappiamo 1’ epoca, in che trasse inatali ; ed è pur quistione, s’ eglisia nativo di Fano, di Bertinoro,o di Ferrara . Appigliandoci allostorico Ferrante Borsetti il diremoferrarese.Era egli dotato d’ingegnoeccellente ; ornato di lettere lati-ne ; amantissimo delle italiane. 11merito di lui lo portò l’anno 1693alla cattedra delle umane letterenella università di Ferrara, ovedette segni non dubbi della pro-fonda sua dottrina, la quale, uni-ta agli specchiati costumi di lui,lo rese ammirato e venerato da
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ogni maniera di gente. E questisuoi talenti, e questa sua bontàsincera il fecero accogliere e desi-derare in ogni più civile società.Gradì assaissimo al marchese Ip-polito Bentivoglio, che lo volleprecettore privato de’ suoi due fi-gli Don Luigi, e Dori Cornelio, iquali per lo esempio del maestro,per li lumi , onde rischiarava leloro menti, riescirono eruditissi-mi, e buoni entrambi , e si mo-strarono degni del loro istruttore.La patria si pregiò di lui, e volledargli segni non equivoci dell’ a-more e della reverenza, in che iltenea. Il perchè fu eletto prima avicario della prepositura di Pom-posa ; indi a consultore del s. Uf-ficio, e finalmente a vicario per-petuo di s. Romano. Di questo de-gno sacerdote non abbiamo operedi lunga lena ; ma ne lasciò per lestampe un pregiato lavoro intito-lato : Adnotationes ad Simancam ,come accenna il Borsetti nella suastoria p. 2 f. 263. Mancò a’vivi1’ 8 agosto dell’anno 1724, e fu se-polto nella sagrestia di s. Roma-no, che nelle passate vicende fuvolta ad altro uso.
Giuseppe M. Hazon.
BANCHERO (Angei.o), ebbeper genitori Agostino Banchero eMaddalena Storace, nel i 744 5 e na-cque in Sestri di ponente, grandeborgo della riviera di Genova, cin-que miglia distante dalla città, ric-co di fabbricati superbi, tanto aduso di villeggiature , quanto perordinaria dimora di quei facoltosiabitanti.
Nella età di due anni morì il suogenitore; perdita fatale, che peròvenne compensata dalle cure delfratello maggiore (Giacomo Ban-chero). Da’suoi primi trastulli die-de a conoscere la viva inclinazioneche lo portava al disegno, e non futardo il fratello a collocarlo nellascuola di un pittore, eh’ esercitava