Band 
[Volume primo e volume secondo.]
Seite
346
JPEG-Download
 

in Sestri , al disotto dei medio-cre, la sua professione. A misurache F alunno studiava , conoscevala debolezza del maestro , talchéappena giunto al diciottesimo an-no, il fratello consapevole del li-mitato talento di colui, conobbeche seguitandolo non sarebbe egligiunto che a una vicina meta, ep-però propenso mai sempre a coo-perare all’avanzamento del giovi-ne studente, si risolse di mandar-lo a Roma , lodevole risoluzio-ne che soddisfece i voti di Ange-lo . Trovò questi in Roma , inGio. Batt. Rossi suo compatriotta,un amico che l’introdusse nellascuola di Pompeo Bottoni, il qua-le contrastava con riuscita in queitempi la palma a Rafaello Mengs.Sotto la direzione di un sì rinoma-to maestro intraprese tosto Ban-chero i suoi indefessi studi in quel-la capitale.

Dopo alcuni anni di non inter-rotte fatiche il giovine pittore sitrovò avauzato tanto da poter in-traprendere delle opere con feliceriuscita; e corsa la lama in patriade’ suoi rapidi progressi, vennechiamato benché giovinetto a fareil ritratto del sig. Gio. Batt. Cam-biaso, eletto in Genova alla digni-tà ducale. Felice nella somiglian-za, e felice ancora nella composi-zione , azzardò in lui una fran-chezza di pennello di cui non eraancor bene al possesso ; e se para-gonar si vuole questo agli ultimisuoi lavori, vedesi quanto fu in-stancabile alle pittoresche fatichenell’ intrapresa carriera. Fermossiintanto per un anno circa in pa-tria, ed ivi restò sempre occupatodi qualche ritratto, e di altri lavo-ri ; ma ritrovandosi privo di tuttociò che Roma fornisce , si risolsedi ritornarvi, e là giunto comin-ciò un quadro che doveva ornarel’altar maggiore della chiesa dellenuove suore Battistine , fondatarecentemente nelle vicinanze di

santa Maria Maggiore, dalla Ve-nerabile Solimana. S. GiovanniBattista che predica alle turbe siera il tema. Furono vari e tantigli studi da esso fatti per questoquadro, che, considerando 1’ età siconosceva quanto fosse il geniomeditatore del giovine artista, ilquale continuando nell’innoltratacarriera dava a divedere quel chedoveva riuscire nella matura età.Nè s’ingannò chi fece simili con-getture, che l’instancabile appli-cazione al disegno del nudo, laponderata osservazione del veronelle sue tinte cotanto variate, lofecero salire a quell’eminente gra-do, che si ammira in quattro so-praporti nel palazzo del sig. Do-menico Elena, posto sulla piazzadelle scuole pie. Quattro mitolo-giche favole ne sono il soggetto ;la novità del composto, la riuscitadei più arditi scorci, la diligenzadel pennello, la verità del colore,unita a grandiose masse di luceformano quattro preziosi quadri,ad onta dell’ ignoranza che nonseppe apprezzarli. Roma però piùgiusta e più generosa della sua pa-tria ne ammirò il merito, e feceplauso all’ autore nelle sue memo-rie delle belle arti, ivi stampatenel 1 786.

L’eminentiss. Cardinale.

volle far eseguire altro quadro chedoveva collocarsi in una chiesa diTorino, rappresentante N. S. delRosario con s. Domenico e s. Ro-sa. Tutte sorpassò le sue antece-denti pitture nel s. Giambatistaincarcere, quadro che orna l’orato-rio di detto santo, posto nelle vi-cinanze di Sestri, suo luogo nati-vo. Questa tela gli venne ordina-ta da’ fratelli del surriferito orato-rio. Gli studi di essa sono di unfinito elegante , che formano perse stessi de’ quadri, quali solevaornare di adattati attributi, onderenderli più interessanti.

Quali cure non prendeva per