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[Volume primo e volume secondo.]
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374
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forma una teoria abbastanza com-piuta delle ineguaglianze planeta-rie, ben degna di Lagrange), coimateriali necessari per compierel’opera ; III Teoria delle Funzio-ni analitiche, Parigi , anno V( l 797)j * n 4-5 seconda edizionecomparve nel 181 3 , in Parigi; IVRisoluzioni delle equazioni nu-meriche , in 4 -, Parigi anno VI( 1798) ; seconda edizione, Parigi,1808; V Lezioni sul calcolo dellefunzioni ; ne furono fatte varieedizioni : l’ ultima e la migliore èdel 1806, Parigi, un voi. in 8. ;VI Lezioni di Aritmetica e d'Al-gebra date nella scuola normale-,esse comparvero del pari in di-verse volte in differenti raccolte :la migliore edizione si trova nelfascicolo 7-8 del Giornale dellascuola politecnica; VII Saggio d'a-ritmetica politica, nella raccoltapubblicata da Roederer 1 ’ anno iv( 1796). Lagrange del resto ave-va lasciato una quantità grande dimanoscritti. Nel i 8 i 5 , Carnot es-sendo ministro dell’ interno, li fe-ce comperare dal governo, il qua-le li donò all’ istituto ; e sul rap-porto di una giunta all’accademiareale delle Scienze, alcune di talicarte furono destinate alla stampa:le altre in molto maggior numerosono ordinate e deposte nella bi-blioteca di quel dotto corpo . Sipuò consultare sopra la vita e gliscritti di questo grande geometrail suo Elogio per Delambre ( Mem .dell'Istituto pel 1812, seconda par-te ): una Notizia, attribuita a duedotti ragguardevolissimi, compre-sa nel n. del Giornale dell’ impe-ro pel 28 d’aprile 181 3 ; un Ri-stretto storico sulla vita e la mor-te di Lagrange per Virey e Po-tei, dottori in medicina, in 4 - Pa-rigi, 181 3 ; una Lettera al compi-latore del Monitore, per 1 ’ autoredi questo articolo, inserita nelMonitore del 26 febbraio l 8 i 4 ;finalmente, V Elogio di Lagrange

per Cossali, in italiano, Padova,i8i3, in 8. Quest’ultimo scrittonon contiene che un sunto delleopere di Lagrange : gli altri ci fu-rono sommamente utili (i).

MàUKICE.

WIGAR (Giambattista), natoin Lilla nel 1761 da Luigi Cristo-foro ebanista, non seppe acconciar-si al mestiere del padre ; ma in-namorato del disegno ne studiò iprincipii dal Nelscon, 1’ unicopittore che fosse nella città. Toc-cando i diciassette anni parve in-clinato alla professione a inciderein rame, e non essendo colà chipotesse tanto o quanto condurlonell’arte, fu giuocoforza pensaredi trovargli altrove maestri : nelche le paterno sollecitudini tro-varono pubblico conforto, quandoa spese della' città il giovinetto fumandato a Parigi con pensione di1200 franchi : i quali come fosse-ro bene spesi Io toccheremo; maqui vola il pensiero dalla patriacarità alla gratitudine del benefi-cato, il quale morendo lasciò allacittà di Lilla non pure l’ereditàdel suo nome ; ma di proprio vo-lere il quadro, che stimasi suo ca-polavoro, dove è figurato nostroSignore, che richiama a vita il fi-gliuolo della vedova di Naim: ope-ra colossale dì palmi romani inlunghezza, di 5 o in altezza. Eprovvide altresì pel futuro al man-tenimento di tre giovani di Lilla,che in Roma studino all’arte. Ma

( 1 ) Abbiamo stimato opportuno pren-dere 1’ articolo Lagrange dalla Biogra-fia Universale e pel pregio dell’arlìco-lo stesso e perchè avendo l’immortalegeometra vissuto moltissima parte deisuoi giorni in Francia, nessuno megliodi un francese come il sig. Maurice chelo conobbe di persona ed è competen-te giudice in tutto ciò che alle scien-ze esatte sì riferisce poteva stendernela vita.

Nota dell Editore.