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[Volume primo e volume secondo.]
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donde più non partì se non per ri-vedere Firenze e per una gita a Pe-rugia, a città di Castello, e per le"Marche, Nel (827 e nel 1828 die-de al Giornale Arcadico due note,colla prima delle quali intese adir contro quel proponimento diporre nell’accademia una catte-dra di pinger paesi ; nell’altra se-gnò le norme a ben condurre lascuola di ornato. E fece due qua-dri, che sono in Ravenna, 1 ’ unodella Resurrezione per monsignorCodronchi arcivescovo, l’altro diTemistocle presso Admeto pel con-te Giulio Rasponi. Ed alla catte-drale di Perugia dipinse lo sposa-lizio di N. Donna a memoria del-la perduta tavola di Pietro Peru-gino, e fu segno di acerbe censu-re ; alla stessa città dipinse anco-ra i ss. Pietro e Paolo. Ed operòpel conte Sommariva il quadro diVirgilio, che legge ad Augusto ilsesto libro dell’ Eneide , presentiLivia ed Ottavia : di che parlòcon franche parole Teofilo Bettinell’Arcadico. Era dietro a dipin-gere il quadro del battesimo diN. S. pel duomo di Fuligno, ed iritratti del duca Giovanni Torlo-nia e della duchessa sua moglie,quando fu afflitto da idrope, e dalmale di pietra: questo fu vinto coltaglio nel settembre del t 83 oj maquella più crebbe, e lui trasse al-F ultiru’ ora dopo compiuto il qua-dro di Coriolano per don MarinoTorlonia duca di Braniano. Spirònel bacio del Signore il 27 feb-braio i 854 lasciando pingui legatidi filiale ossequio al regnante pon-tefice, e di amore e di gratitudineall’ accademia , alla patria, agliscolari, agli amici. Le esequie fu-rongli celebrate nella chiesa di s.Luigi de’ francesi, col compiantodegli accademici di s. Luca, e dìogni cortese che ha in amore learti : tra i quali il chiarissimo Sal-vatore Betti segretario perpetuodell’ accademia pubblicò le noti-

zie raccolte intorno alla vita e able opere del generoso, il cui nomecosì bene raccomandato lungamen-te vivrà.

D. VACCOLINr.

FERRARA (Michele), nacqueda Saverio e da Maria Grazia Bel-Iafatta nel Cardinale di Mugnanoin Terra di Lavoro a’6 febbraio1763: la prima instituzione ebbein patria, e passò a Napoli per dar-si allo studio di chimica farmaceu-tica. Quanto alla pratica gli valsela spezieria del monistero di santaTeresa, dove si pose in qualità dialunno : quanto alla teorica fre-quentò le lezioni di chimica diGiuseppe Vairo, e quelle di bota-nica di Domenico Cirillo, profes-sori della regia università ; di fi-sica ebbe institutore Antonio Bar-ba, col quale collegatosi nel 1791fece 1’analisi e la sintesi dell’ac-qua secondo le nuove scoverte dìLavoisier, e lo aiutò in vari corsidi fisica e di chimica che tornaro-no proficui alla gioventù studiosa^perchè forniti del lume delle spe-rienze.Indi si diede tutto allachimica applicata alle arti e mani-fatture del regno j com’ è a vede-re da tre memorie, che lesse nelregio Istituto d’ incoraggiamentoalle scienze naturali, di cui fu so-cio. Nella j. a ,si occupò dell’artevetraria : poiché ebbe osservato,che le fabbriche di lastre, bottiglieed altri vetri stabilite a Napoli,Oasteilamare , e Monteleone affi-date a persone ignare della Chi-mica mal prosperavano, egli fecedelle prove lavorando con mate-riali indigeni, ed imitò quelli diFrancia, ed ebbe lode dal regioIstituto d’incoraggiamento ; mol-to più che espose anche i mezzidì evitare le bolle, le rugosità edaltri inconvenienti de’ vetri co-muni. Nella 2.a Memoria espose unmetodo facile e spedito da lui pra-ticato per r imbiancatura delle