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[Volume primo e volume secondo.]
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collezioni, onde provvedere i li-cei allora esistenti nel regno. Que-sto invito lo trasse nuovamentedove si era dapprima procaccia-to un patrimonio di sapere e difama, voglio dire alle lagune; nongià per raccorvi animali, ma perrettificare alcune delle tante os-servazioni che aveva fatte circa leabitudini, e la maniera di viveredi certe specie. Reduce dalla suagita ai litorali, egli corrispose ineffetto all’ incarico, e vi corrispo-se con tale celerità, che poco piùdi tempo e di fatica gli costò r o-pera in determinare e distribuirele specie, di quel che impiegassenel ricopiare il catalogo.

Alla compiacenza di aver giova-to per tal guisa all’istruzione del-la gioventù destinata ne’ licei apregustare i principii della zoolo-gia, ebbe anche 1’ altra di vedereben accolte e ricompensate le suefatiche, benché nell’atto di pre-sentare quelle collezioni vedes-se il Renier di noft avere che inparte fatta conoscere l’attitudinesua nel comporre si fatte raccolte,a cui non mancava che una mi-gliore occasione per metterla inpiena luce. L’occasione si presen-tò quindici anni or sono, ne po-teva essere più importante pel Re-nier, nè più splendida per le cir-costanze. Fu questa che ricondus-se sull’ Istro il professore di Pado-va per deporre nel gabinetto diSua Maestà Francesco Primo l’in-tera collezione de’molluschi, da luimaestrevolmente preparati, e dili-gentemente riposti dentro cam-pane di cristallo riempiute dì al-cool . Ricompensato largamentedalla Sovrana Munificenza, doposedici mesi di stazione in Vienna,si restituì il Renier alla sua cat-tedra per riassumere le funzionidi professore.

La brama incessante di progre-dire con metodo in tutti i ramid’ insegnamento che comprende

la storia naturale, indusse il Re-nier a scrivere negli ultimi annidi sua vita gli elementi di mine-ralogia, intorno ai quali sciupòquel tempo di cui abbisognavaper dare 1’ ultima mano alla suazoologia. Egli non aveva d’ uopodi distinguersi in que’ pregi cuisolo anelano i compilatori, e fu ilpuro desiderio di mettere in ma-no de’ suoi scolari un libro di te-sto , che lo rimosse dallo studiodei molluschi per occuparsi deiminerali . In questo libro seppedarci una compiuta introduzioneallo studio della mineralogìa, evi-tando con fino accorgimento tuttigli scogli che necessariamente a-vrebbe incontrati il puro compi-latore, ove si fosse fatto a trattaredi quelle nozioni che sono indi-spensabili per intendere i sistemidi Berzelius, di Hauy, e di Wer-ner,- ne vi sarà chi voglia farglitristo viso per aver egli accordatoai caratteri geometrici un valoreprevalente a quello che si può ri-cavare dall’ uso dei caratteri chi-mici, giacché altri mineralogistisi mostrarono fidi seguaci del-l’Hauy, anche dopo lo scapito chealla teorica delle fórme primitivehanno recato le sublimi scopertedi Mitschralinch intorno alle so-stanze isomorfe. E non è già il si-stema dell’ Hauy che vuoisi damolti seguire, ma sibbene il suometodo, al quale non solamente lechimiche, ma tutte le altre sortadi proprietà de’ minerali servonodi acconcia e solida base. Com-prendendo il Renier tutta 1’ im-portanza che devesi accordare aimetodi misti credè attenersi aquello che più degli altri trovò fa-vore presso le scuole d’Italia, ilquale se non genera sempre l’evi-denza , alletta però 1’ attenzioneinvitandola a fermarsi sopra lemarche caratteristiche che più siprestano alla distinzione delle spe-cie. Che se 1’ opera del professore