avendone, che 17 fogli in 4- Ne(diede però un Compendio latinoad uso de’ suoi uditori, a’ qualiservir dovevano altresì i cinquetomi di Nosologia (1780, 84)- Nel
1. tratta delle febbri, che tienequali affezioni del sistema nervo-so : nel 2. delle malattie in gene-rale, ed ecco la sua Patologia : nel3. seguita ancora delle morbose af-fezioni de' nervi, e di altre per luidette di contenzione : nel 4, esa-mina quelle di debolezza : negliultimi tratta di altri malori deri-vanti da distribuzione e deprava-ta qualità degli umori. Maneggiòanche il coltello notomico, e mo-strò lo sfintere della vescica orina-ria niegato o messo in dubbio daaltri : descrisse 1’ origine e il corsodelle fibre paraboliche e longitu-dinali di essa. E nella sua Letterasul cervello espose le più impor-tanti osservazioni e scoverte sul-1’ encefalo. Una dotta orazione re-citò aprendo le lezioni di fisiolo-gia nell’ospitale di s. Giacomo, estampò nel 1801 1’ Arte di curarele malattie, cui poscia aggiunseun Saggio di prescrizioni medi-che : e ristampando la sua Patolo-gia tradotta dal latino prese a di-scutere vari punti del sistema diBrown, rivendicando agli antichied a sé stesso varie dottrine attri-buite al riformatore scozzese.- Lesue Istituzioni di fisiologia uscitein latino nel i7q4doveano ripro-dursi in italiano secondo il Pro-spetto, eli’ ei ne stampò del 1807 ;divisando occuparsi 1. della fisio-logia generale; 2. della particolare;3. di un appendice sulla genera-zione. Si ricorda il suo Parere sulcontagio della tabe polmonare,dove dice: 11 in fatto di contagio» vede ognuno, che il partito più>> sicuro è di temersi, e che que-ll sto prevaierà sempre a fronte?i della più ferma e fondata saviez-17 za : e ciò quando non fosse pern altra ragione, per quella almc-
5i no, che il timore è di tutti, e11 l’essere gran filosofo è di po-li chi. :i II Sementini sino dal 1783fu sostituito alla cattedra di noto-mia nell’università; al sesto annoebbe quella di fisiologia, poi di pa-tologia, poi fu professore di medi-cina pratica. Il governo lo consul-tò più volte : Io consultò monsig.Salicetti medico di sua santità sul-la salute del s. Padre. L’impera-tore Giuseppe II. visitando l’ospe-dale degl’ incurabili invitavalo inVienna con generose proferte; ma1’ amore della patria lo ritenne inNapoli. Ebbe letterario commer-cio con Tommasini, Spallanzani,liosa, Moscati, Caldani, Fontana,Mascagni, e con altri di quellatempra. Cedendo ad un insultoapoplettico mancò ai vivi il di 8giugno 1814, e con solenni ese-quie fu sepolto nella chiesa di san-ta Sofia. Ne scrisse V Elogio stori-co il prof. Antonio Grillo, ed al-tri cortesi spiriti ne lagrimaronola perdita. Lasciò inedita una Me-moria sulle medicine calmantiletta nel r. Istituto d’ Incoraggia-mento, al quale già presiedette :fu socio ordinario della r. accade-mia delle scienze, della Pontauia-na, e membro di varie societàestere.
Opere edite.
1. Breve dilucidazione dellanatura e varietà della pazzia. Na-poli, 1766 in 8.
2. Requisitorio d'un alunno ec.Benevento, 1774 in 8.
3. Instilutionum medicarum ec.Neap. 1780, 81, 83, 84 in 8.
4. Lettera sul cervello. Idem
>784.
5. Orazione inaugurale . Idem1 79, 0 -
6. Institutiones Physiologiae.Editio sec. torri. 3. Idem 1 794.
7. L'arte di curare le malattie.Idem 1801.