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ottenete da altri quel pii*, che afornire 1 impresa si ricercava, nelasciò per allora il pensiero; ma loriprese nel 1811,e per liberalità dialcuni signori e con qualche ajutodi D. A. Farini potò ordinareuna biblioteca di oltre seimila vo-lumi : nel che operandosi conti-nuo, la vista gli venne meno, nonla diligenza; valendosi di altri afornir quello che per sè più nonpoteva. Nel 1814, che era il secon-do anno di sua cecità, il Quadri glieseguì l’operazione della caterattain uno degli occhi ; ma più felicesuccesso si ottenne o sperò quat-tro anni dopo nell’altr’ occhio peropera del Pantolé chiamato da Pa-rigi in patria a professare chirur-gia. Se ne allegrò fra gli alLri ilFarini, e nel 18*S pose in istam-pa co’versi di alcuni leggiadri spi-riti la prima parte delle Memoriesopra la vita e gli scritti del lUajo-li, di cui non tacque il dono fattonel j 81 5 alla Biblioteca delle Ope-re più pregiate che trovavasi ave-re compiute, e notò i viaggi c lecure di lui per vantaggiare l’isto-ria naturale. Nella seconda panedi quelle Memorie (Forlì per Mat-teo Casali 1 8»4 ùi 8) riferì, che eglistesso il Majoli avea speranza diriacquistare la virtù visiva, e diarricchire la sua Collezione dinuove piante, la sua Entomologiadi nuovi insetti, e le altre sue o-pere perfezionare. Non dimenticòintanto il Majoli la Biblioteca; rae-comandavala all’ ab. Galloni, chemancò per morte nel 1817, poi alPasquali, e da ultimo al Zignani,cui pose tanto amore, die procu-rò fosse nominato bibliotecario insua vece. Ma la vista non gli tur-nava, ed egli tre mesi dopo l’ope-razione si pose in viaggio col suoZugnam per visitare 1 santuari!di Loreto e di Sirolo. Voleva altr e-si rivedere Mcntebello, ma per1 intemperie non piotò: tuttaviada quel viaggio trasse tanto di be-
ne che da indi in poi gli si fé piùchiaro il vedere. E piotò ordinaree ridurre in tre volumi più foglivolanti di cose pertinenti a storianaturale, dipinte secondo suo co-stume al naturale, di cui fece do-no alla marchesa Eleonora Spretide’Lovatelli. Casi piotò ordinare intre tomi in foglio un supplimen-to alle lezioni di botanica con al-tri oggetti di naturale istoria mi-niati , paresi dai regni animale elussile, e raccogliere otto disserta-zioni toccanti le scienze naturali.Ma ecco assalirlo nuovi malori, dicui i medici ponendo in colpa unainterna infiammazione gli prescri-vevano quando salassi, quando al-tri rimedii : ed egli inteso a suoilavori mal si piegava a siffatte or-dinazioni, talché ne pnese mi vi-zio organico, che sviluppassi in unidrotorace. Infermo di corpo qualera, si mantenne forte di spirito,e giorno quasi non lasciò che nonsorgesse dal letto, che non cele-brasse la messa nella sua cappellaprivata, che non recitasse l’uffiziodivino, che in altra cosa non sioccupasse. In questi estremi fu lie-to della visita del Thovin e delLucas, dotti francesi, e del Tar-giooie del Savi, dotti italiani. Diche prese tanta alacrità, che s’in-cuorò di rivedere peri’ultima vol-ta Loreto e Montebello. In quelviaggio ebbo compagno il Papfio-ni, e la contentezza del cuore cheindi ne trasse gli valse a sostene-re la già vacillante sua vita. In ta-le stato ( chi ’l crederebbe ? ) diinsetti e piante e di altre naturaliproduzioni crebbe ancora le sueopere, e le abbozzate compilò; anzi1’ ultimo anno di sua vita figurò acolori e distinse in caratteri tantepiiaute quante mostrassero la trac-cia del sistema linueano, e le di-spose in classi ed ordini a facilitar-ne F .intelligenza; di questo lavo-ro presentò la gentilissima, che dialtro dono di lui già dicemmo