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[Volume primo e volume secondo.]
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ANTGNELLl ( Gì®: Carlo) ,celebre erudito, nacque in Velie-tri il 16 di luglio dell’ anno 1690da Saverio e da Fulvia Toruzzi.E tal nome gli fu imposto per ser-bar veide nella famiglia la bellafama del suo pro-zio, che sebbe-ne venuto a molta età reggea tut-tavia la chiesa di Ferentino. InRoma, dal nobile esercizio di loda-ti studii, fu fatto colto nella men-te, e gentile nell’animo. Alla poe-sia ebbe particolare indi .‘.azione ,e non pochi de’suoi versi leggo li-si nelle raccolte annue di que’tem-pi, in che gli verdeggiava 1’ apri-le della vita , in onore della Ver-gine , che si venera in Velletrifiella chiesa di s. Francesco : altrine pronunciò nell" accademia de-gli Erranti. Questa sua inclinazio-ne però non valse a distorlo dal-1’ applicazione di più severe disci-pline -, prova ne sia, che, passandoper tutt’i gradi, ascese al magiste-ro delle facoltà legale e teologica.In premio delle suo virtù, de’ raritalenti, ond’era adorno, quel Car-dinal vescovo gli conferì F anno1518 un canonicato nella cattedra-le di Velletri, e non molto dopogli assegnò una pingue prebendanella chiesa del Trivio : in tale cir-costanza fu promosso al Suddiaco-nato, grado che ritenue insino al-1’ anno sessantesimo di sua vita ,in cui ascese al saserdozio, e all’e-piscopato. L’anno 1721 il collegiode’ canonici lo elesse aSagrista, equi fu che dimostrò quanto eglifosse tenero della conservazionedelle memorie antiche, togliendodall’obblivione in che giacea unDistico, ove erario descritti i pa-droni della città. Indi a poco, permorte del predetto Porporato ,ebbe a sostenere il governo dellaDiocesi. A questo ullicio per la sa-viezza acquistata ne’ bene ordina-ti ed eletti suoi studii, per quellariverenza, che non poteano nonprocacciargli i purgati e soavi suoi

costumi, si dimostrò singolarmen-te acconcio.

Per uffizio di Alessandro Borgiavescovo di Nocera, suo coetaneo ,e per comando del Pontefice allo-ra regnante, fu ricevuto fra’ Ijro-tonotarii apostolici. L’anno 1725rinunciò il canonicato a suo fra-tello, vestì F abito della Corte ro-mana, e fu spedito Uditore dellaNunziatura in Colonia. Ritenne1 ’ uditorato per dieci anni. Qualicose in questo luogo volgere ditempo egli operasse, non si sa be-ne : solo però è da ricordare, chein quella sua dimora egli procac-ciò per le stampe di Colonia lapubblicazione de’voti decisivi delsuo pro-zio ; eh’ ebbe l’incarico divisitatore de’ monasteri cistercien-si, onde comporre le differenze ,che teneano inquiete le canon i-chesse di Colonia, e che fu dele-gato a varie incombenze ecclesia-stiche nella bassa Sassonia : a’qua-li incarichi adempiè con quellozelo, quella pietà cristiana, e quel-la perizia, che sì luminosamentein lui splcndcano. I felici succes-si ch’ebbe in Sassonia non venne-ro a notizia del Pontefice, perchèera già ito al bacio del Creatore.Papa Orsini, cui erauo note lospecchiate virtù dell’Antonelli, ilvolle cooperatore a sopire le ormaitroppo lunghe differenze col ducadi Savoia, che traeano origine finoda’ primi anni del secolo, e avea-no involte tante diocesi e abbazie.Molti feudi situati nel cuore deglistati piemontesi spettavano perantico diritto alla chiesa romana .-in quello di Masserano, fu spedi-to l'Autonelli quale Intcrnuiizioe Governatore. I buoni uffizii diquesto prelato verso un principeindocile per natura, ma fatto piùmansueto dalle difficili circostan-ze de’tempi, la prudenza del mi-nistro di Vittorio presso la Corteromana, e soprattutto la luminosareligione del Pontefice, fecero sì8