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[Volume primo e volume secondo.]
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clic tutte le differenze vennerocomposte con un trattato, median-te il quale furono conservati i di-ritti della santa Sede. Verso il1730 fu richiamato a Roma con i-speranza di promozione, ma qui-vi sventuratamente trovò il Papasì gravemente infermo che in ca-po a pochi di ne morì.

Non pare che l'Antonelli abbiadi poi seguita la carriera dellenunziature, sia perchè ne lo sgo-mentasse il dispendio, che da quel-1’ esercizio a que’ dì non potea an-dare disgiunto, sia perchè fossepervenuto a quel termine dellavita, in che 1’ nomo lia d’ uopo diriposo.

Più che non alla Corte volse e-gli la mente alla patria, alla chie-sa di Velletri, alle domestiche cu-re , e si stette contento ad un ca-nonicato d’ onore , del che sonoargomento alcune rime , elle dilui si leggono fra quelle degli Ar-cadi, nelle quali piange i dannirecati dagli eserciti tedeschi e spa-glinoli l’anno 1744 alla villa su-hurbana di sua famiglia ; e rendealla Vergine quelle maggiori gra-zie che per lui si potevano, per a-vere liberato Velletri del tremuo-to, che accadde l’anno 1748; e unalapide che pose l’anno r^ 44 a Ma-ria per ricordare a’ posteri, eh’ iviCarlo di Spagna cercò rifugio ,quando vinta la giornata di Vel-letri, che pose termine alla guer-ra, corse pericolo di cader prigio-ne. Ma più che ogni altra cosa diquesta sua dimora fa prova un ra-gionamento, che diede alle stampein Velletri l’anno i; 45 , con cuiintese a dimostrare non doversi e-stendere alla sua patria la costi-tuzione del primo aprile dellostesso anno, con che il Ponteficeprovvide , che nelle vacanze deiGoverni i luogotenenti avessero asuccedere a’prelati, i fiscali a’go-vernatori de’ brevi, pretendea laCorte mandar Velletri al paro del-

le altre città , quando da tempoimmemorabile nelle vacanze deicardinali decani , essa solea eleg-gersi due rettori. La scrittura del-l’Antonelli non potea essere nèpiù chiara nè più convincente,soprattutto in quella parte che di-mostrava applicabile , soltanto lacostituzione, ove serbavansi illesele consuetudini inveterate, e ipatti stipulati. Nella sua sapienzaPapa Lambertini riconobbe la ra-gionevi ìezza della rimostranza, ela costituzione non fu applicata aVelletri. Ma la Corte non si rimos-se dal suo proposito, imperocchéquello che non potè ottenere dal-la prudenza di quel Pontefice, Iofece approvare dal vccessore dilui, coltone il motivo da una di-sposizione, che si prese il a 5 giu-gno per provvedere al go-

verno delle città e de’luoghi del-lo stato nella vicinanza della SodoApostolica. 11 comune di Velletrinon si acquietò a tali innovazio-ni : e a monsignor Anto^elli rie-sci agevole il dimostrare nuova-mente non potere mai applicarsiquella provvisione a Velletri, im-perocché in sede vacante il cardi-rial vescovo continuava dal concla-ve a disporre quelle cose , che algoverno si apparteneano. Tale sifu la evidenza delle ragioni da es-so lui esposte, che la Corte vennenella determinazione di fare unagiunta alla provvisione, con cuidispose che tutto eh’ era ad ope-rarsi alla morte del Papa avesse afarsi alla morte del Vescovo. Lascrittura dell’Antonelli venne inluce ma anonima. Se le cose cheveniva facendo il Governo noncresceano amore nell’ animo delpopolo, nemmeno quelle che ope-ravano i nobili, i quali reggeanoil comune, furono seme a tenerlonella consueta affezione e reve-renza verso di essi. Con un’ope-retta, che fu pubblicata a Ro-ma ( per Salomoni Tanno 1760)