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Che se l'oro dello stil di Bertò-la non è sempre scevro da lega;se, in fatto di lingua , si le’ lecitotalora alcun arbitrio, egli studios-si ancora trac quel vantaggio dasiffatta libertà che unico vale adaccreditarla , io dico , adagiandoper entro ai nuovi vocaboli, edalle forme di scrivere estranee,pensieri e cose non dette in addie-tro (i), esprimendo, secondochèdi riputati greci scrittori asserìMarco Tullio, con voci pellegrineidee non comuni, ed accrescendoper acconcia guisa il patrimonio«lei vivo e fiorente nostro linguag-gio. E , rispetto alle prose , ed aquelle in ispecie d’argomento piùserio ed instruttivo, s’egli, non i-sehivando appieno l’uniformità nelgiro e nel finimento de’ periodi,mostrò di trascux’are alquanto l’ar-tifizio del numero, unico pregiosensibile dell’eloquenza, perchèdipendente dall’ udito in cui nonavvi quasi chi non sia arguto ab-bastanza, e che fu da Cicerone ap-pellato, giudice superbissimo; sefinalmente nell’ uso del poetareparve egli talora conceder sover-chio alla copiosa e facile sua vena,chi vorrà essere disdegnoso e rigi-do a segno da offendersi, controlo stesso dettame del Venosino, disimili nói laddove sfoggiano le gra-zie e le bellezze ? Nè saravvi alcu-no, per quantunque si voglia au-stero censore , il quale , se dirittoestimi, non consenta di buon gra-do essere i lettcrarii lavori di Au-relio Bertòla , come dalle minuteperfezioni, cosi da’ vizii tutti dellalima affatto esenti. E poiché laparte più essenziale e più utiledell’ elogio di un autore consistenel ragguaglio dei pensieri e del-le opere di lui, così, di quelle che
(1) Nella Prefazione alle sue Operet-te in verso ed in prosa. Bassano 1785voi. 3 in 8., v’è la sua professione difede in questo proposito.
l’abate Bertòla produsse, e che ame sono note, darò quivi alcunacontezza, proponendomi, per quelche io possa, di rendere, in ciòfare , meno scontenti coloro chetendono a scoprire il fondo e lospirito degli scritti presi a rianda-re , di quello sia l’appagare altriche nella differenza delie date edelle edizioni cercano pascolo allasemplice curiosità.
I. Lettera de' i 4 dicembre 1775intorno all' insigne letterato Gio-vanni Bianchi, inserita nella Gaz-zetta universale di Firenze.
In questa lettera, che diede ori-gine a varii scritti sentenziosi, ilpadre Bertòla , sull’ esempio deipiù accreditati biografi greci e la-tini, mentre esalta gl’ illustri me-riti del defunto, non ommette diaccennarne ad un tempo modesta-mente i difetti. Non è buon ritrat-tista chi non ti rappresenti anchei nei di quel volto che ha preso aricopiare.
II. Le Notti, Poema if 1 tre can-ti in morte della santa yà Smuritidi Clemente XIV. P. O. M. In A-rezzo, 1775, in 8.
Alla edizione delle indicate treNotti avevano precedute) le repli-cate stampe delle prima e secondain Roma, in Ferrara ed in Siena.Ben a ragione fu applaudito il gio-vine poeta, il quale nel corsodi que-ste lugubri sestine si prefisse diemulare il tener malinconico e su-blime dell’ estro di Young, da luisul principio a tal fine invocato, evi riuscì felicemente, per quantoil dolce genio nativo della sua ce-tra permetteva di essere adoperatoa rendere il suono patetico del se-vero e profondo britanno.
III. Scelta d'Idilliì di Gessnertradotti dal tedesco. Napoli, 1777,presso i fratelli Raimondi, in 8.
La prefazione del traduttore sudiversi propositi di poesia è degnad’essere letta ed ammirata per lasolidità del giudizio e perla finezza