Eloquente com'era, culto in ognigenere di sapere, amato dai gran-di che si onoravano della sua ami-cizia, e specialmente dal Melzi pri-ma vice-presidente della Repub-blica Italiana, poi gran cancellie-re del regno e duca di Lodi, ado-però ogni suo potere per giovareal proprio paese facendo progre-dire nelle belle arti il più squisi-to fiore dell’ incivilimento, e sor-gere in pari tempo a quelle degnoun tempio n eirAccademia di Bre-ra, che coH’impnlso di lui e col fa-vore delle circostanze crebbe inpochi anni a tal segno che parvepiù presto opera di qualche se-colo.
Però i bisogni della sua Acca-demia non assorbivano talmenteil suo tempo e la sua operositàche non potesse attendere ancheagli studi pittorici e letterarii .Oltre ai disegni di composizione,che in ogni tempo gli uscivanospontanei di mano, e qualche di-pinto di minor importanza chepotrebbe ascriversi a questo tem-po, portano quasi esclusivamenteil suo nome e la data (del 1806) unRitratto di Napoleone appoggiatoal globo, ed il quadro delle Ceneridi Temistocle che trovasi nellaGalleria Somariva sul lago di Co-mo , e del quale ne esegui pri-ma il pensiero con disegno mi-sto di lapis ed acquerello. In pic-cola dimensione rappresenta que-sto secondo dipinto in tavola gliamici di Temistocle che, ad ontadell’ ostracismo che lo vietava, de-pongono le ceneri di quest’ eroenell’attico suolo. La composizio-ne, l’espressione, i caratteri, lostile, il campo, il colore, tutto èvero, espressivo, grande, commo-vente.
Il Bossi già aveva fatto conosce-re con qualche suo componimen-to passato per le mani de’ suoiamici il suo valore poetico ; e fualla nozze del principe Beauhar-
nais Viceré d’Italia che avendocon un poemetto in dialetto mila-nese a lui diretti savi e sincericonsigli ( che sebbene anonimo to-sto a lui venne attribuito ), gli siconfermò sempre più 1’ opinionedi buon poeta.
Nominati dopo a non molto ipresidenti dell’accademie di Bolo-gna e di Venezia lo fu anche quel-lo della accademia Milanese, caricanuovamente instituita, e eh’ egli,come dapprima soltanto biennale,aveva rifiutata; ma o vedesse dinon poter più giovare liberamen-te a quello stabilimento, o che cre-desse tale e tanto l’impulso gene-ralmente ricevuto per l’incremen-to di esso che ormai meno abbiso-gnasse dell’opera sua, approfittòdi un’occasione per deporre le cu-re di segretario, e dedicarsi inte-ramente a’ suoi graditi studi.
Fu allora che chi reggeva lo Sta-to sia per premiare i meriti di luisia per approfittare del suo sapere,decoratolo della Corona ferrea, lonominò a professore della scuolateoretica di pittura, per lui appo-sitamente istituita e eh’egli aprìin sua casa a ciò fornita d’ ognimezzo, avendola senza risparmiodi spesa nè di fatica pur resa unmuseo distintissimo colla riunio-ne di varii de’ più bei gessi , dìmarmi antichi, di molte e raris-sime incisioni, di libri special-mente di arti belle, di manoscritti,di quadri eccellenti, e sopra tuttocoll’ acquisto della già celebre rac-colta di disegni del de Pagare, edi molti altri.
Un incarico allora dal Governoaffidatogli di far rivivere la famosaCena di Leonardo da Vinci me-diante una copia che doveva essereperpetuata in mosaico, non fu chea scapito suo e delle arti, si perchela sua mente e la mano furono tol-te dalle opere originali ( nellequali solo poteva adeguatamen-te risplendere il suo genio non